Lavoro di squadra: due uomini collaborano meglio di due donne

Che donne e uomini abbiano “teste” diverse, non è una novità. E quando occorre svolgere compiti che richiedono di collaborare, oltre alle differenze personali emergono quelle di genere. Svariati studi comportamentali, infatti, hanno evidenziato come le donne cooperino di più se sono osservate da altre donne, mentre gli uomini collaborano meglio se inseriti in gruppi numerosi. Inoltre, una coppia di uomini lavora meglio di una di donne e in una coppia mista è la donna a dimostrarsi più aperta alla collaborazione. All’università di Stanford si sono chiesti il perché di queste differenze, pubblicando uno studio che analizza i percorsi cerebrali messi in atto da individui dello stesso sesso, o di sesso opposto, nel lavoro di squadra. E, in effetti, la ricerca ha evidenziato come delle differenze siano riscontrabili anche nell’attività del cervello.

LO STUDIO – Circa 220 partecipanti sono stati divisi in coppie uomo-uomo, donna-donna e uomo-donna e la loro attività cerebrale è stata monitorata durante lo svolgimento di un’attività che prevedeva di dover collaborare per avere successo: tentare di premere contemporaneamente il proprio tasto quando il cerchio nel monitor davanti alla coppia cambiava colore. I risultati della ricerca hanno dimostrato come l’attività mentale di persone dello stesso sesso sia simile (in gergo medico si chiama coerenza) e dunque le porti a coordinarsi meglio per raggiungere l’obiettivo. Lo studio ha anche mostrato come le coppie di uomini ottengano in media risultati migliori rispetto alle coppie formate da donne. Sorprendentemente, però, le coppie miste riescono comunque ad avere buoni risultati, simili a quelli delle coppie maschili, nonostante il principio della coerenza nell’attività cerebrale venga meno.

“Non è che gli uni o gli altri siano più o meno portati per la collaborazione”, precisa Allan Reiss, professore di psichiatria e scienze comportamentali alla guida dello studio. “Piuttosto, uomini e donne collaborano in modi diversi”. La ricerca, di tipo esplorativo, ha gettato le basi per sviluppi futuri, analizzando una fra le modalità di collaborazione nell’attività umana, ma ne esistono molte altre. Inoltre, il cervello è un organo complesso che in questo studio è stato analizzato solo in alcune parti. Rimane dunque ancora molto da scoprire sull’influenza del genere nelle diverse attività cerebrali, ma questi studi serviranno, in futuro, a sviluppare migliori terapie per le malattie con deficit di cognizione sociale, come l’autismo.