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Settimana intensa sul fronte delle riforme, tra legge elettorale e nuovo Senato della Repubblica. La polemica, almeno per il momento, verte soprattutto sull’immunità che sarebbe concessa ai nuovi rappresentanti di Palazza Madama; un diritto che è già concesso ai rappresentanti della Camera ma che diventa terreno di scontro tra partiti, soprattutto con i 5 Stelle, pronti a discutere sulle riforme.
Il ministro per le riforme Costituzionali e per i Rapporti con i Parlamento, Maria Elena Boschi, ha sottolineato che il punto non è centrale nel processo di riforma del Senato; una posizione condivisa anche dal premier Matteo Renzi, che avrebbe sottolineato l’importanza di procedere al rinnovamento, senza intoppi: se l’immunità è un problema, la si toglie. Ma a che punto è la riforma del Senato e quali sono i tempi? A rispondere ci pensa il Corriere della Sera che, in un box, dedica cinque domande (e risposte) sul nuovo Senato.

· Come si comporrebbe il nuovo Senato?
Il nuovo Senato dovrebbe essere composto da 95 membri eletti tra consiglieri regionali (74) e sindaci (21) e da altri cinque senatori (per un mandato di sette anni) scelti dal Colle. I 74 eletti dai Consigli regionali saranno scelti in proporzione alle composizione di ogni assemblea. Nessuna Regione potrà avere meno di tre senatori (escluse Molise, Valle d’Aosta e le province di Bolzano e Trento).
· Quali sarebbero i nuovi poteri e cosa cambia rispetto a oggi?
Il nuovo Senato dovrà fare da raccordo tra Stato, Regioni e Comuni. Il Parlamento sarà formato da Camera e Senato, ma il governo otterrà la fiducia dalla sola Camera, che approverà anche le leggi. Entro 10 giorni il Senato, su richiesta di un terzo dei suoi membri, può chiedere di esaminare le leggi approvate, proponendo modifiche. Sulle riforme costituzionali il Senato mantiene le attuali competenze.
· Perché si parla di immunità
Il testo inizialmente presentato dal governo non prevedeva l’immunità per i futuri senatori, riservandola solo ai deputati. Dopo il dibattito in commissione l’immunità per i senatori è stata reintrodotta: niente arresto né intercettazioni, se non autorizzate. Una norma su cui si è acceso il dibattito.
· Come funzionerà l’elezione del capo dello Stato?
I 100 senatori votano insieme ai 630 deputati a e ai tre delegai di ciascuna regione (uno per la Valle d’Aosta) per eleggere il presidente della Repubblica.
· Quali sono i tempi della riforma?
Il testo è nella commissione Affari costituzionali di Palazzo Madama: appena ci sarà una versione definitiva, arriverà al Senato (il 3 luglio dovrebbero iniziare le votazioni), poi alla Camera (voto previsto alla fine di luglio) e dovrà passare un’altra volta al vaglio del Parlamento con una maggioranza di almeno due terzi. Trattandosi di una modifica alla Costituzionale, se la maggioranza non raggiunge i due terzi la legge dovrà essere confermata da un referendum per il quale non è previsto alcun quorum.