Mena Marano

Mena Marano

"Nella Moda ci sono troppe regole che nessuno vuole infrangere. Eppure tutti sanno che il successo viene quando fai qualcosa che rompe lo schema". Esordisce così Mena Marano, ideatrice del progetto Silvian Heach e proprietaria, col marito Giuseppe Ammaturo, del Gruppo Arav Fashion (Nola, Na). Un progetto che dell’innovazione ha fatto il proprio cavallo di battaglia. E i risultati, a quasi dieci anni dal lancio, le danno ragione: 70 milioni di euro nel 2010 e un 2011 che chiuderà, secondo le stime, con una crescita a doppia cifra. Oggi Silvian Heach conta 73 punti vendita monomarca, 21 corner, 28 negozi Silvian Heach Kids e circa 200 dipendenti. Il marchio, che propone moda di qualità a un prezzo accessibile, oltre che su di un nome di appeal internazionale, continua a puntare su progetti fortemente all’avanguardia, che culmineranno con l’apertura, nel 2012, di una nuova sede, di 4.500 metri, con infrastrutture e servizi molto speciali per i dipendenti.

Signora Marano, dal 2002 a oggi Silvian Heach ne ha fatta di strada. Come siete partiti?
Con una grande sfida. Si era appena conclusa un’avventura imprenditoriale che ci aveva costretto a ricominciare tutto da capo. Grinta e ambizione non ci mancavano e neanche la determinazione a emergere. All’inizio eravamo solo in tre e cominciammo puntando sul retail, aprendo sei negozi diretti monomarca. Era il 1° settembre del 2002. Un anno dopo contavamo un milione e 200 mila euro di fatturato.

Oggi il Gruppo Arav, a cui fa capo il brand, conta 180 dipendenti e fattura 70 milioni di euro...
Sì. E quasi tutte le persone che hanno iniziato a lavorare con noi, sono ancora in azienda. Pensi che la stilista che ha fatto nascere Silvian Heach segue ancora oggi la linea e questo ci permette di essere molto coerenti nel preservare la specifica identità e la personalità del brand. Il nostro è un ambiente familiare dove tutti cercano di dare il meglio. Li abbiamo “contagiati” con quell’idea di sfida da cui siamo partiti. E il bello è che non è ancora finita, anzi, vediamo tantissime possibilità di sviluppo ulteriore.

In che direzione?
Per l’espansione puntiamo su tre fronti. Anzitutto l’estero. Vogliamo entrare con corner dedicati nei migliori Department Store in Europa e nel mondo. Poi l’Italia, dove ci focalizzeremo sul Retail, con l’apertura di numerosi nuovi negozi monomarca. E qui voglio aprire una parentesi, perché fare Retail oggi deve essere una scienza esatta, non va improvvisato. Noi offriamo agli affiliati, con il nostro progetto di franchising, buone condizioni e sostegno per il funzionamento del negozio. Ma una volta assodato che il format funziona, la cosa più importante è la qualità del personale che gestisce il punto vendita. Quindi nostro focus primario è la formazione. Solo questo potrà renderci competitivi nei confronti di colossi come H&M e Zara e su questo concentreremo tutta la nostra attenzione, formando team altamente specializzati all’interno del punto vendita, con l‘obiettivo di migliorare le performance di vendita di almeno il 30% rispetto alle aspettative.

E il terzo fronte?
La terza direzione va infine verso l’e-commerce. Abbiamo sempre avuto una forte presenza sul Web, ma non eravamo del tutto soddisfatti della parte prettamente commerciale. Per questo a settembre abbiamo completamente rinnovato il nostro portale di acquisto (www.silvianheach.com), con nuove applicazioni, un magazine dedicato e video, grazie ai quali è possibile partecipare a una mini-sfilata prima di fare acquisti. Abbiamo ridisegnato tutta la nostra struttura Web e tutti i canali ad essa correlati, offrendo grandissime possibilità di interazione.

Quanto varrà in previsione questo canale?
Credo che, da qui a tre anni, l’e-commerce ci porterà almeno 15 milioni di fatturato.

Avete un team dedicato allo sviluppo dei nuovi media?
Il contributo arriva da tutte le aree. L’età media del team del Gruppo si aggira intorno ai 30 anni e questo ci permette di avere uno sguardo sempre aggiornato e fresco sulle nuove tendenze. In particolare sulla rete, su ciò che accade intorno a noi a livello davvero globale. A ciò si aggiunge il nostro motto che è sempre stato “Velocità e flessibilità nel cambiamento”.

Possiamo quindi dire che la sfida dei prossimi ì anni si giocherà in rete?
Sì, sicuramente.

Dopo il bambino (introdotto nel 2008) quali sorprese ci riserverà Silvian Heach per il futuro?
Oggi abbiamo la Donna, il Bambino e gli Accessori. Manca soltanto un pezzo: l’Uomo. E non escludo che prima o poi...

SILVIAN HEACH 2010
93 punti vendita tra diretti e franchising Oltre 1.000 rivenditori multibrand 22 corner personalizzati
+19% l’incremento dei primi 6 mesi 2011 56 milioni di euro nel 2010 (+ 41% sul 2009) 190 dipendenti