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Ventitre miliardi, questo è il costo della politica ogni anno in Italia, pari a 757 euro per ciascun contribuente. A fare i conti è stata la Uil, che ha presentato la terza edizione del rapporto i “Costi della Politica” (in fondo all’articolo il rapporto integrale ). Vediamo qualche numero più in dettaglio. Come detto, i costi della politica, diretti e indiretti, ammontano a circa 23,2 miliardi di euro, tra funzionamento di organi istituzionali, società pubbliche, consulenze e costi (per mancati risparmi) derivanti dalla “sovrabbondanza” del sistema istituzionale. Per il funzionamento degli Organi istituzionali (Stato centrale e Autonomie territoriali), nel 2013 si stanno spendendo oltre 6,1 miliardi di euro, in diminuzione del 4,6% rispetto all’anno precedente (293,3 milioni di euro in meno); ma per le consulenze si spenderanno 2,2 miliardi di euro e 2,6 miliardi di euro per il funzionamento degli organi delle società partecipate. La sola voce “mobilità” (auto blu e grigie, taxi, vetture a noleggio, ecc.) è stimata, prudentemente, in circa 2 miliardi di euro l’anno (il Formez stima a novembre il costo a oltre 1 miliardo di euro escludendo però le spese per i noleggi, taxi, le auto di sicurezza e quelle assegnate ad personam).
Sono oltre 1,1 milione le persone che vivono direttamente, o indirettamente, di politica, il 5% del totale degli occupati nel nostro Paese. Praticamente un esercito al cui vertice ci sono oltre 144 mila tra parlamentari, ministri, amministratori locali e sottosegretari; 1.270 presidenti, assessori e consiglieri regionali; 3.446 presidenti, assessori e consiglieri provinciali; 138.834 sindaci, assessori e consiglieri comunali. A questi si aggiungono gli oltre 24 mila consiglieri di amministrazione delle società pubbliche; oltre 45 mila persone negli organi di controllo; 39 mila persone di supporto degli uffici politici (gabinetti degli organi esecutivi nazionali e locali, segreterie di ministri, sindaci, presidenti di Regione e Provincia, assessorati ecc.). Inoltre, sono 324 mila le persone di apparato politico (“portaborse”, collaboratori gruppi parlamentari e consiliari, segreterie partiti, collegi elettorali) e 545 mila coloro che hanno contratti di consulenze e incarichi.
Il sindacato ritiene che, approntando una riforma per ammodernare e rendere più efficiente il nostro sistema istituzionale, si potrebbero ottenere significativi risparmi di spesa stimati in almeno 7,1 miliardi di euro all’anno. Basti pensare che accorpando gli oltre 7.400 Comuni al di sotto dei 15 mila abitanti, si avrebbe una riduzione di spesa di circa 3,2 miliardi di euro per il solo costo della “Funzione generale di amministrazione” (anagrafe, segreteria generale, stato civile, uffici elettorali,uffici tecnici), per la quale si spendono ogni anno oltre 15 miliardi di euro. Alla luce di questi dati, la UIL ritiene che una parte preponderante della spesa improduttiva del nostro Paese sia rappresentata, ancora, dai cosiddetti “costi della politica”, che non sono riconducibili solo agli stipendi degli eletti, quanto all’abnorme numero di strutture e di centri di costo spesso inefficienti ed inefficaci presenti su tutto il territorio nazionale.