Il mattoncino Lego non può essere registrato come marchio. La Corte dell’Unione Europea ha rigettato il ricorso presentato dalla multinazionale del giocattolo a seguito dell’annullamento della registrazione ottenuta 14 anni fa. Il “caso” nasce il 1° aprile 1996 quando la Lego presenta all'Uami (l'Ufficio per l'armonizzazione nel mercato interno) una domanda di registrazione come marchio comunitario di un mattoncino giocattolo da costruzione rosso. La richiesta viene inizialmente accolta ma il marchio viene poi annullato nel 2004, in seguito di un’istanza da parte della Mega Brands.
La decisione della Corte è l’ultima sentenza di una serie di ricorsi presentati dalla Lego ed è motivata dal “divieto di registrare come marchio qualsiasi segno costituito dalla forma del prodotto necessaria per ottenere un risultato tecnico”, indirizzo finalizzato a “evitare che il diritto dei marchi conferisca a un’impresa un monopolio su soluzioni tecniche o caratteristiche funzionali di un prodotto”. Secondo i membri della Corte, la registrazione del mattoncino avrebbe cioè impedito ad altre imprese di realizzare prodotti attraverso l’utilizzo di mattoncini di forma e dimensione analoghe a quelli della Lego. “Il pericolo non è che ci copino – ha precisato Camillo Mazzola, responsabile marketing di Lego Italia – quanto il fatto che sia data a noi la responsabilità di confezioni che non funzionano e che vengono percepite esattamente come confezioni Lego”.