L’immagine qui a fianco, ripresa dal New York Times , è una delle prove che i due esperti Alasdair Allan e Pete Warden hanno portato a conferma della loro indagine e che confermato la loro tesi: gli iPhone e gli iPad versione 3G, a partire dalla versione 4 del sistema operativo iOS sono in grado di tenere traccia dei movimenti e delle coordinate geografiche degli utenti, salvando i dati in un file nascosto. Da quanto affermato dai due ricercatori nel corso della conferenza californiana ‘Where 2.0 ’ la privacy dei possessori di iPhone e iPad è a rischio. I due non sono sicuri del perché la Apple abbia fornito i propri dispositivi di questa possibilità di geolocalizzazione degli utenti, ma sostengono che la scelta dell'azienda di Cupertino sia stata intenzionale, poiché il file nascosto viene mantenuto attraverso i backup e resiste alle formattazioni. I due esperti denunciano che “la presenza di questi dati sugli iPhone e gli iPad ha delle implicazioni sul fronte della sicurezza e della privacy”. Il rischio, per Allan e Warden, è che le informazioni che Apple registra (ma non utilizza) possano cadere nelle mani sbagliate, consentendo a chiunque riesca ad accedere ai dispositivi, di “sapere dove siete stati nell'ultimo anno”, vale a dire, dal lancio del sistema operativo iOS4.
La raccolta dei dati sarebbe effettuata per semplici ragioni tecniche: conservare i dati (tra cui la posizione geografica) delle celle telefoniche in cui si è passati renderebbe più veloci i tempi di connessione degli apparecchi e delle applicazioni (come ad esempio i navigatori stradali). Ma perché gli utenti non sono stati informati?