La decorrenza del 150esimo anniversario dell’Unità d’Italia, tra grandi opere promesse e non partite (vedi Auditorium di Firenze e palazzo del Cinema di Venezia ad esempio), e organizzazione di eventi super costosi, ci porta finalmente qualcosa di buono. Ci regala un giorno di festa: il 17 marzo. La ricorrenza che sarà festa nazionale solo per il 2011, celebra la data nella quale, appunto 150 anni fa, Re Vittorio Emanuele II di Savoia proclamò la nascita del Regno d’Italia. Un giorno festivo in più, ma non solo, anche una sorta di rappacificazione con il passato targato Savoia.Il prossimo 17 marzo, per la prima volta, il Capo della Repubblica Italiano, Giorgio Napolitano, renderà omaggio alla tomba di Vittorio Emanuele II al Pantheon. Reazioni positive degli eredi Savoia che, adesso, chiedono di poter portare anche le salme degli altri Savoia deceduti dopo l’esilio al Pantheon. Una richiesta che già sembra respinta dalle dichiarazioni di Giuliano Amato, presidente del Comitato dei Garanti per le celebrazioni dell’Unità: «Vittorio Emanuele II è stato il primo capo dello Stato Italiano ed è per questo che Napolitano andrà quel giorno al Pantheon non c’è nulla a che vedere con i suoi successori».

Festa della Repubblica
In occasione dell’anniversario del 17 marzo il Comitato per le celebrazioni dell’Unità avrebbe voluto che anche i capi degli stati ‘amici’ dell’Italia fossero presenti, ma data la prossimità della ricorrenza l’iniziativa si concretizzerà in occasione di un’altra giornata speciale: il 2 giugno, festa della Repubblica. Alla parata militare di Roma saranno invitati 26 capi di Stato europei, più quelli di Stati Uniti e Russia e quelli di Paesi con una forte immigrazione italiana come Argentina, Brasile e Uruguay.