Cristina Scocchia, a.d. di L'Oréal Italia insieme alle cinque vincitrici della dodicesima edizione del premio L’Oréal Italia per le Donne e la Scienza

Maria Loredana Marcovecchio, Alice Frigerio, Irene Paterniti, Maria Enrica Di Pietro e Sarah Caronni: sono loro le cinque giovani vincitrici della dodicesima edizione del premio L’Oréal Italia per le Donne e la Scienza. Promosso anche quest’anno da L’Oréal Italia in collaborazione con la Commissione Nazionale italiana per l’Unesco, il premio attraverso una borsa di studio del valore di 15 mila euro, ha l’obiettivo di sostenere economicamente l’attività di ricerca in campo scientifico delle giovani ricercatrici a cui è destinato. Dal suo esordio, il programma ha già premiato 55 ricercatrici italiane e i loro progetti di ricerca nel campo delle scienze della Vita e della Materia. Un sostegno importante, anche alla luce del rapporto commissionato da Fondazione L'Oréal sul tema. Dallo studio emerge come i camici rosa siano sotto rappresentati a tutti i livelli universitari nelle discipline scientifiche. Se infatti l’equilibrio di genere costituisce la norma nelle scuole secondarie, per quanto riguarda la formazione universitaria soltanto il 32% delle lauree scientifiche sono conseguite da donne. E più si salgono i gradini della carriera scientifica, più il colore rosa si annacqua: meno di un ricercatore su tre è donna (29%) e solo un dottorando su quattro fa parte del gentil sesso. Si scende fino a quota 11% quando si approda alle più alte cariche accademiche in ambito scientifico, per arrivare alla disfatta totale dei Nobel: meno del 3% dei premi assegnati nelle discipline scientifiche è stato conferito a donne.