Da sinistra Federica Franciosi, Maria Giovanna Dainotti, Valeria Manera, Giorgina Gallo (presidente e ad. di L’Oréal Italia), Elena Fortunati e Monica Scognamiglio

Sono Federica Franciosi, medico veterinario dell’Università degli Studi di Milano; Maria Giovanna Dainotti, astrofisica relativista della Scuola Normale Superiore di Pisa; Elena Fortunati, ingegnere dei materiali dell’Università degli Studi di Perugia; Monica Scognamiglio, biologa della Seconda Università di Napoli e Valeria Manera, psicologa dell’Università degli Studi di Torino. Sono le cinque giovani ricercatrici italiane al quale è stato consegnato il premio L’Oréal Italia per le Donne e la Scienza , un premio che il colosso francese della bellezza ha istituito insieme all’Unesco dieci anni fa. Selezionate da una giuria presieduta dal Professor Umberto Veronesi, le cinque giovani donne, beneficeranno ciascuna di una borsa di studio del valore di 15.000 euro. Un sostegno concreto che permetterà loro di progredire nel lavoro di ricerca, ciascuna nel suo ambito. Così come è stato per le 45 giovani donne che nei 9 anni precedenti hanno già ricevuto il riconoscimento.

«Il traguardo dei dieci anni è un’occasione molto felice e importante per noi. In questi anni abbiamo potuto dare un reale aiuto a molte giovani talentuose scienziate nel perseguire la loro vocazione. È importante che la motivazione alla base del loro lavoro venga sostenuta e che il loro contributo venga valorizzato anche per dare l’esempio alle generazioni future – afferma Giorgina Gallo, presidente e amministratore delegato L’Oréal Italia, che prosegue – Le donne, grazie al loro approccio creativo, dimostrano di poter aprire nuove strade alla ricerca scientifica e la scienza ha bisogno di loro. Sostenendole diamo possibilità a nuove scoperte e innovazioni che abbiano un impatto decisivo per l’umanità e la salute di tutti».

«Il Premio L’Oréal Italia Per le Donne e la Scienza compie un traguardo importante e sono orgoglioso di sentirmi parte di questo successo – ha commentato il Professor Umberto Veronesi, presidente della Giuria, durante la cerimonia di premiazione – credo molto nelle donne di scienza perché pur dovendo contrastare discriminazioni e stereotipi, dimostrano una costanza e un impegno molto forti, insieme a una grande e irremovibile motivazione. Questo fa di loro un esempio imprescindibile per le generazioni future».