Il talco è cancerogeno? Per il tribunale di St. Louis, nel Missouri, sembra di sì: l’azienda leader del settore farmaceutico Johnson&Johnson è stata condannata al pagamento di un risarcimento pari a 72 milioni di dollari (più di 65 milioni di euro) per aver “provocato” il tumore ovarico che ha ucciso la sessantaduenne Jackie Fox, morta nel 2015. La donna avrebbe utilizzato per oltre 35 anni i talchi dell’azienda, i quali le avrebbero provocato la malattia, come sostenuto dalla sua famiglia.

IL CASO. Non è ancora stato provato scientificamente il collegamento fra l’uso di prodotti a base di talco e il cancro ovarico; tuttavia, secondo i giudici che in tre settimane hanno pronunciato il verdetto contro l’azienda, Johnson&Johnson non avrebbe adeguatamente informato i consumatori sui potenziali pericoli della polvere. Gli avvocati della famiglia sostengono infatti che J&J fosse a conoscenza del rischio, ma il gruppo statunitense ha respinto le accuse e medita l’appello: a dare manforte all’azienda farmaceutica ci sarebbero le ricerche della Food and Drug Administration e del National Cancer Institute , che rassicurerebbero sulla sicurezza del minerale nel suo utilizzo a fini cosmetici.

LE RICERCHE. Non è la prima volta, tuttavia, che il talco viene messo sotto il microscopio: l’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (Iarc), di stanza a Lione, lo ha inserito nella lista delle sostanze potenzialmente cancerogene per l’uomo nel lontano 2006; lista che, tuttavia, comprende un grandissimo numero di elementi e che non denota di per sé alcuna certezza. Si pensa, infatti, che la polvere di talco possa infiammare le mucose dei genitali femminili interni ed esterni e, in questo modo, stimolare la formazione di tumori. Tuttavia, l’ipotesi non è ancora stata provata scientificamente.

TALCO: DOVE SI TROVA. Quel che è certo è che il talco è presente in numerosi prodotti cosmetici dedicati non solo alle donne, ma anche ai bambini: innanzitutto la cosiddetta “baby powder”, quella che si teme possa aver causato il cancro di Jackie Fox , usata giornalmente da tantissime mamme sui loro neonati; ma anche in ciprie, ombretti, e saponi, oltre che come eccipiente in diversi farmaci. La comunità scientifica non è ad ora in grado di dimostrare l’innocuità del minerale, così come non è ancora possibile escludere con certezza che esso sia davvero pericoloso. Resta invece ferma la convinzione che il primo nemico dei tumori che colpiscono le donne sia la prevenzione, con attenzione particolare a chi presenta casi analoghi nella propria linea familiare.