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Passo avanti sulla riforma della legge elettorale, proposta dal Partito democratico di Matteo Renzi, d’intesa con Forza Italia (i due partiti hanno accompagnato l’esito del voto con un applauso). L’Aula di Montecitorio ha votato a favore con 365 sì, 156 contrari e 40 astenuti (i votanti erano 521). Il testo ora passa all’esame del Senato. Come riassunto da ilmessaggero.it, questi i punti principali, riassunti da dell’Italicum che, come il Porcellum, si basa su un sistema proporzionale con premio di governabilità (maggioranza assoluta al partito o coalizione vincente):

Premio di maggioranza: Bisogna superare la soglia del 37% dei voti. Il premio è fissato al massimo al 15%, così da permettere al vincitore di raggiungere ma non superare il tetto dei 340 seggi (pari al 55%).

Ballottaggio: Se nessuno supera la soglia del 37%, i primi due partiti o coalizioni si sfidano in un doppio turno per l'assegnazione del premio. Il vincitore ottiene 327 seggi, i restanti 290 vanno agli altri partiti (restano fuori dal conteggio i deputati eletti all'estero).

Soglia di sbarramento: niente seggi in Parlamento per i partiti in coalizione che non raggiungono il 4,5% dei voti; la soglia per i singoli partiti è dell’8%, mentre per le coalizioni si sale al 12%.

Liste bloccate: l'Italia sarà divisa in un massimo di 120 collegi plurinominali (coincidenti all'incirca con le Province), in ciascuno dei quali vengono eletti da tre a sei deputati. Ciascun partito presenta brevi liste bloccate, senza possibilità per gli elettori di esprimere preferenze. Sarà il governo a ridisegnare, entro 45 giorni, i collegi elettorali, sulla base dei criteri indicati dalla legge.

Quote rosa: le liste dei candidati dovranno garantire la presenza paritaria di uomini e donne: 50% e 50%, ma senza alternanza obbligatoria. Le liste potranno avere fino a due uomini di seguito.

Candidature multiple: sarà possibile per i singoli candidati, presentarsi in otto collegi diversi.