Abbiamo perso la fiducia, almeno quella nello Stato e nelle istituzioni. Lo dice l’ultimo rapporto su “Gli italiani e lo Stato”, realizzato da Demos su incarico del Gruppo L’Espresso, giunto quest’anno alla sua XIV edizione. Dal rapporto emerge un quadro a dir poco negativo. A crollare rispetto alla rilevazione del 2010 la fiducia nella quasi totalità delle istituzioni e organizzazioni sociali. Le uniche istituzioni a guadagnare terreno nella stima dei cittadini, secondo il rapporto, sono la scuola (55,7%, +3 punti rispetto al 2010, ma in calo di oltre 5 punti rispetto a dieci anni fa) e il Comune (41,8%, +1), oltre al sindacato Cgil (27,2%, +1 punto), mentre tutte le altre, compresa la Chiesa, perdono consenso. A crollare la fiducia nell’Unione europea, calata, in un solo anno, di oltre 12 punti percentuali, quella nella magistratura (persi oltre 8 punti percentuali) e quella nelle banche (più di 7 punti), mentre quelle nel Parlamento e nei partiti politici sono ai minimi storici. Solo il 3,9% degli italiani intervistati dichiara di aver “molta o moltissima fiducia” nei partiti politici (-3,8% rispetto al 2010) e solo l’8,9% nel Parlamento. In una domanda specifica su partiti e democrazia, gli interpellati si dividono quasi a metà tra chi dice che “senza partiti non ci può essere democrazia” (47,1%) e chi invece ritiene che “la democrazia può funzionare anche senza partiti politici” (47,9%). A tenere le Forze dell’ordine e il presidente della Repubblica, rispettivamente con il 71,8% e il 65,1% di fiducia.

 

NOTA INFORMATIVA
L’indagine su “Gli Italiani e lo Stato”, realizzata da Demos & Pi per La Repubblica, è diretta da Ilvo Diamanti, insieme a Fabio Bordignon, Luigi Ceccarini, Ludovico Gardani e Natascia Porcellato. Il sondaggio è stato condotto nei giorni 16-21 dicembre 2011 da Demetra (metodo CATI). Il campione nazionale intervistato è tratto dall’elenco degli abbonati di telefonia fissa (N=1317, rifiuti/sostituzioni: 3289), ed è rappresentativo per i caratteri socio-demografici e la distribuzione territoriale della popolazione italiana di età superiore ai 15 anni (margine di errore 2.7%).