Per organizzare le ultime elezioni politiche lo Stato italiano ha speso 390 milioni di euro, di cui 223 milioni sono serviti soltanto per pagare il personale nei seggi. Considerando che in ogni sezione l’organico è molto folto (c’è un presidente, un segretario e due scrutatori), la riduzione dei costi del personale sfruttando le tecnologie digitali e istituendo l’e-vote diminuirebbe di almeno un terzo, generando risparmi nell’ordine di circa 70 milioni di euro a ogni tornata elettorale. A questi andrebbero aggiunti quelli per la stampa delle schede che, nelle consultazioni di febbraio, sono costate circa 3,5 milioni (circa 3-4 centesimi l’una). Ogni tagliando delle urne elettroniche messicane costa invece 0,2 centesimi, cioè 20 volte meno.

ARTICOLO PRINCIPALE - Altro che utopia, l'e-vote è possibile