Italia, un paese per vecchi. Stando infatti alle ultime rilevazioni del Report Istat sugli indicatori demografici, emerge che il 22% della popolazione italiana è ormai ultra 65enne (13,4 milioni di persone). A sua volta cresce l’età media della popolazione italiana, che diventa 44,6 anni. Non solo. Contestualmente, il numero di nascite ha toccato un nuovo record negativo: appena otto per mille residenti, per un totale di 488 mila parti nel 2015. Per trovare un dato altrettanto basso bisogna risalire all’Unità d’Italia. Le neo mamme oggi sono sempre più grandi, visto che la media è 31 anni e spesso ci si ferma al primo nascituro: la media dei figli è di 1,35 a donna. Come se non bastasse anche la popolazione in età attiva cala a 39 milioni (64,3% del totale).

TASSO DI DECESSI PIÙ ALTO DAL SECONDO DOPOGUERRA. Poche nascite e anzianità sempre più alta non possono che portare a una più elevata mortalità: il tasso di decessi, pari al 10,7%, è il più alto dal secondo Dopoguerra a oggi. Di conseguenza cala anche la popolazione italiana: nel 2015 ha perso 139 mila cittadini (-2,3%), attestandosi su un totale di 60,656 milioni di residenti al 1 gennaio 2016. A incidere non è però solo la morte, ma anche l’emigrazione: nel 2015 ben 100 mila italiani hanno espatriato, preferendo vivere e lavorare all’estero (+12,4% rispetto al 2014). Di contro, diventa sempre più corposa la quota degli stranieri presenti in Italia: i residenti sono aumentati di 39 mila unità rispetto al 2014, toccando quota 5,054 milioni. Tradotto in percentuale: l’8,3% della popolazione è straniera.