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Il matrimonio reale inglese. Il dato italiano è in linea con quello degli altri paesi europei, Regno Unito compreso

Gli italiani di sposarsi proprio non ne vogliono sapere. Continuano infatti a diminuire i matrimoni celebrati nel nostro paese. Un trend negativo questo rilevato dall’Istat che, iniziato nel lontano 1972, è ormai sempre più preoccupante. Nel 2010 sono state solo 217mila le coppie che hanno deciso di sposarsi, contro le 230mila del 2009 e le 246mila del 2008. Insomma in due soli anni quasi 30mila matrimoni in meno, con una variazione media annua che ha raggiunto il -6%, un valore decisamente al di sopra del -1,2% registrato, in media, negli ultimi 20 anni. Un calo che ha interessato tutte le aree del Paese, con in testa il Lazio (-9,4%), la Lombardia (-8%), la Toscana (-6,7%), ma anche il Piemonte e la Campania (-6,4% in entrambi i casi). Una flessione dovuta soprattutto al calo delle prime nozze, in modo particolare tra i giovani con gli under 35 sempre meno propensi a convolare a nozze. Se è vero che aumentano le unioni di fatto e le convivenze pre-matrimoniali, è soprattutto la sempre più prolungata permanenza dei giovani nella famiglia di origine a determinare il rinvio delle prime nozze. I giovani lasciano con sempre maggiore difficoltà la casa di mamma e papà, troppe le difficoltà che incontrano nell’ingresso nel mondo del lavoro, troppo precario il lavoro che viene loro offerto e troppo complicato l’accesso al mercato delle abitazioni. E la congiuntura economica, cha aumenta incertezza e precarietà, certo non aiuta. Nel solo 2009, annus horribilis, si è registrato un calo del 7% delle nozze tra gli under 35. Il calo della nuzialità osservato in Italia è in linea con quanto rilevato in altri paesi sviluppati e, in particolare, in quelli in cui il matrimonio ha finora rappresentato un’opzione abbastanza diffusa (come nei paesi europei del Mediterraneo). Per esempio in Spagna, tra il 2009 e il 2008, si è registrato un decremento di quasi 20mila matrimoni (-11%), mentre quello rilevato nel decennio precedente si assestava intorno al -2%.


Matrimoni civili e separazione dei beni, due opzioni sempre più diffuse
Se diminuiscono i matrimoni, quelli celebrati sono sempre più spesso civili e gli sposi optano sempre con maggiore frequenza alla separazione dei beni. Nell’ultimo anno il 37% dei matrimoni è stato celebrato civilmente. Un dato questo medio nazionale che però nasconde profonde differenze territoriali: infatti, sono celebrati con il solo rito civile oltre il 48% dei matrimoni registrati al Nord, il 44% di quelli registrati al Centro, mentre nel Sud questa proporzione è del 20%. Solo 15 anni fa l’incidenza dei matrimoni civili non arrivava al 20%. Nel 2009 l’incidenza dei matrimoni in regime di separazione dei beni è pari al 64,2% e supera la quota di quelli in regime di comunione dei beni in tutte le ripartizioni, raggiungendo il 65,9% nel Nord-ovest.