Il premier Matteo Renzi è tra i promotori dei Med © Getty Images

Gli alti vertici della diplomazia mondiale si sono dati appuntamento a Roma, dal 10 al 12 dicembre, per una tre giorni dedicata al tema dell’antiterrorismo: l’evento, voluto dallo stesso premier Matteo Renzi, si chiamerà Med-Rome Mediterranean Dialogues ed è promosso dal ministero degli Esteri e dall’Ispi di Milano, uno tra i più famosi think tank d’Europa. Obiettivo: reagire al terrorismo trovando risposte che vadano al di là della mera reazione bellica.

I tavoli previsti sono una ventina e i temi spaziano dal Costruire un ordine diverso nel Mediterraneo alle politiche di cooperazione, fino alla discussione di un approccio globale nelle politiche di antiterrorismo. Ad aprire i lavori sarà il re di Giordania Abdullah II, mentre la chiusura è stata affidata al segretario di Stato americano John Kerry. Tra gli invitati, spiccano anche il nome del ministro russo Sergey Lavrov e il ministro degli Esteri britannico Philip Hammond.

Tuttavia il Med non coinvolgerà solo le alte cariche politiche e diplomatiche straniere (sono attesi una dozzina di ministri provenienti dalla Gran Bretagna al Marocco): ai tavoli di discussione siederanno anche i massimi esperti internazionali di antiterrorismo, svariati banchieri e una nutrita schiera di accademici, nonché i vertici economici del Sistema Paese come Eni e Finmeccanica. «L’Italia non è un Paese che si tira indietro ma lo fa in uno scenario in cui non ci possiamo permettere una Libia Bis perché le conseguenze sarebbero superiori a quelle che è lecito attendersi», commenta il premier Matteo Renzi.