“Da notizie di stampa apprendiamo che la Fondazione Meeting avrebbe acquistato spazi pubblicitari sull’house organ di Compagnia delle Opere «fatturati il doppio della tariffa massima prevista dal listino normalmente praticato». Smentiamo questa circostanza poiché il Meeting ha pagato le prestazioni richieste al valore dei prezzi di listino ai quali, come di consueto, è stato applicato uno sconto”. Attraverso questa nota la Compagnia delle Opere smentisce le presunte irregolarità nei rapporti commerciali con la Fondazione Meeting, che ha recentemente subito un sequestro preventivo di beni per oltre un milione di euro nell’ambito di un’inchiesta per truffa .