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Sanità, logistica e trasporti: attenzione ai settori più esposti

Sanità, logistica e trasporti: attenzione ai settori più esposti Torna a Imprese criminalità organizzata mafia non dorme mai
Venerdì, 17 Luglio 2020

Il parere di Antonio Bosisio, ricercatore presso Transcrime dell’Università Cattolica

Antonio Bosisio-Transcrime-Università Cattolica

Fondi speciali e criminalità. Cosa ci dice la storia?
La storia ci insegna che quando lo Stato stanzia somme importanti, questo genera molte opportunità per le organizzazioni mafiose. In questo caso, tra il “Cura Italia” e il decreto “Liquidità” parliamo di circa 450 miliardi di euro tra fondi e garanzie pubbliche sui prestiti concessi dalle banche a beneficio delle pmi e delle imprese più grandi, un importo di circa cinque volte superiore a quanto garantito nel 2019.

Quali sono le porte attraverso le quali le mafie entrano nell’economia legale?
I punti di infiltrazione principali sono di tre tipi. C’è l’ingresso diretto negli appalti finanziati dallo Stato, come nel caso di Fiera Milano con Expo o per la ricostruzione post-terremoto in Abruzzo, con modus operandi che variano. In genere, le organizzazioni criminali fanno ricorso a dei prestanome, che vuol dire che non sono i mafiosi o le persone legate ai clan a partecipare agli appalti, ma imprese che, attraverso strutture societarie complesse, legami familiari o di business, sono di fatto controllate dalla criminalità. Un altro schema è quello dell’accesso ai prestiti bancari garantiti dallo Stato, utilizzati dalla criminalità organizzata per finanziare imprese controllate, che possono poi essere utilizzate per frodi fiscali e, soprattutto, riciclare denaro. Infine, c’è l’usura, che invece riguarda le imprese che non riescono ad accedere ai fondi statali, e qui è data la grande liquidità di cui dispongono e si apre un’opportunità per le mafie, che così raggiungono un obiettivo molto importante: il controllo del territorio.

Quali sono i settori che dovrebbero essere controllati con particolare attenzione?
Quelli tradizionalmente molto esposti a rischi di infiltrazione, e cioè sanità, logistica e trasporti. A questi si aggiungono i settori più colpiti dall’emergenza, come alberghiero e ristorazione, e quelli in prima linea nella lotta al Covid-19, come quelli in cui operano le aziende che producono dispositivi di protezione e igienizzanti medico-farmaceutici. Un punto d’entrata delle mafie nell’economia legale potrebbero essere, per esempio, i fondi destinati alla Sanità e in modo particolare allo smaltimento dei rifiuti speciali, processo molto costoso, se fatto a norma di legge. Le società legate a gruppi criminali, però, possono essere molto competitive e proporre prezzi inferiori, visto che non rispettano alcuno standard. In questo caso, al danno economico si aggiunge quello per l’ambiente e la salute pubblica.

Il decreto “Liquidità” è stato criticato perché lascerebbe aperte diverse porte alla mafia. Quali sono le sue debolezze?
Il ruolo critico in questo contesto è quello delle banche, che garantiscono un primo filtro delle imprese che chiedono prestiti. In questo senso è importante, com’è stato segnalato da Bankitalia, che queste si dotino di strumenti, anche informatici, per monitorare in tempo reale la presenza di indicatori di rischio nelle strutture societarie o nelle caratteristiche finanziarie. Alcune imprese potrebbero avere una struttura societaria particolarmente complessa o legami con persone in odore di mafia. Dovrebbero far suonare un campanello d’allarme anche tipologie societarie come trust e fiduciarie, che non consentono di conoscere il titolare effettivo dell’attività, ma si dovrebbero sottoporre a verifica rafforzata anche quelle aziende più a rischio, perché provenienti da zone ad alta densità mafiosa o perché operanti in settori particolarmente esposti.

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