Nichi Vendola, onorevole Sel ed ex presidente della Regione Puglia

Il gup del tribunale di Taranto Vilma Gilli ha rinviato a giudizio 44 persone fisiche e tre società per l'inchiesta sul presunto disastro ambientale provocato dall'Ilva. Tra gli imputati rinviati a giudizio c'è anche l'ex presidente della Regione Puglia Nichi Vendola, accusato di concussione aggravata in concorso. Mentre due imputati hanno scelto il rito abbreviato e sono stati condannati: don Marco Gerardo, ex segretario dell'ex arcivescovo di Taranto Benigno Luigi Papa (10 mesi per favoreggiamento), e l'ex consulente della Procura ionica Roberto Primerano (tre anni e quattro mesi per falso ideologico). E' stato invece assolto l'ex assessore regionale all'Ambiente Lorenzo Nicastro dall'accusa di favoreggiamento personale. Il processo comincerà il 20 ottobre.

Secondo l'accusa, Vendola avrebbe esercitato pressioni sul direttore generale dell'Arpa, Giorgio Assennato, per ammorbidire la posizione dell'agenzia regionale sull'ambiente in merito alle emissioni dell'Ilva, che in questo modo avrebbe potuto continuare a lavorare senza interventi per ridurre le emissioni. In particolare, l'ex governatore avrebbe minacciato di non confermare Assennato, il cui mandato scadeva nel febbraio 2011.

«Sarei insincero se dicessi, come si usa fare in queste circostanze, che sono sereno», il commento di Vendola. «Sento come insopportabile la ferita che mi viene inferta da un'accusa che cancella la verità storica dei fatti: quella verità è scritta in migliaia di atti, di documenti, di fatti. Io ho rappresentato la prima e l'unica classe dirigente che ha sfidato l'onnipotenza dell'Ilva e che ha prodotto leggi regionali all'avanguardia per il contrasto dell'inquinamento ambientale a Taranto».