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Il premio Nobel per la Pace 2015 è andato al quartetto per il dialogo nazionalein Tunisia, composto dal sindacato generale dei lavoratori Ugtt, dalla confederazione degli industriali Utica, dall'Ordine degli avvocati e dalla Lega tunisina per i Diritti umani. Il comitato del Nobel, riunitosi a Oslo, ha così spiegato la propria scelta: il quartetto tunisino «ha dato vita a un processo politico pacifico alternativo in un momento in cui il Paese era sull'orlo della guerra civile» ed è stato «determinante per consentire alla Tunisia, nel giro di pochi anni, di creare un sistema costituzionale di governo che garantisce i diritti fondamentali di un'intera popolazione, a prescindere dal sesso, dalle convinzioni politiche e dal credo religioso».

COS’È IL QUARTETTO TUNISINO. Fondato nell’estate 2013, il Quartetto arabo ha avuto un ruolo politico determinate, soprattutto in termini di dialogo e di mediazione tra cittadini, politici e classi dirigenti, nell’era post Ben Ali. Ha contribuito, per esempio, a rendere possibili le elezioni nel 2014 e ha sostenuto i lavori dell’Assemblea costituente per dotare il paese di una nuova Costituzione. Inoltre, secondo il comitato di Oslo ha «contrastato la diffusione della violenza in Tunisia e le sue funzioni sono state comparabili a quelle dei congressi di pace cui fa riferimento Alfred Nobel nel suo testamento».

SBARAGLIATI I CANDIDATI. Il quartetto arabo, che è stato premiato in quanto tale e non come singole organizzazioni, ha così avuto la meglio sui rivali: tra questi Papa Francesco, in pole position dopo l’Enciclica Laudato Sii , Edward Snowden di Wikileaks, Angela Merkel per la politica sui rifugiati, il segretario di stato Usa John Kerry e il ministro degli Esteri italiano Mohammad Javad Zarif, per l’accordo sul nucleare italiano. «Congratulazioni al quartetto per il dialogo nazionale per il Nobel per la pace. Dopo la visita in Tunisia a marzo, comprendo e rispetto la scelta»: scrive su Twitter il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk.

Dalla Turchia, il ministro del Turismo tunisino Amel Karboul scrive: «Oggi il popolo tunisino ha vinto il premio Nobel. Sono commossa fino alle lacrime. È un riconoscimento a lungo dovuto per un sacrificio e un successo incredibili». Al coro si unisce anche Matteo Renzi che definisce il Nobel «una notizia bellissima per il Mediterraneo».