Il lancio del Soyuz

Oggi, venerdì 21 ottobre, il razzo Soyuz è decollato dalla base spaziale di Korou, nella giungla della Guiana Francese. Un lancio epocale per l’Europa, non solo il primo avvenuto al di fuori dei territori della ex Unione Sovietica, ma anche il primo ad usufruire della base europea che, per poter ospitare i lanci della navicella russa, è stata sottoposta ad un processo di rinnovamento durato ben oltre 5 anni. La Francia, in prima fila nello stipulare l’accordo di collaborazione con l’agenzia spaziale russa, ha coperto l’80% dell’investimento iniziale necessario, pari a 467 milioni di euro, e il totale dei costi aggiuntivi di 70 milioni di euro ma adesso la base potrà essere utilizzata sia per i lanci dei vettori europei Ariane 5 e dei più piccoli Vega (che debutteranno il prossimo anno) che, in futuro, per trasportare astronauti alla ISS attraverso i razzi Soyuz, di cui Arianespace, la società che dal marzo scorso controlla lo spazioporto sudamericano, punta ad effettuare almeno due lanci annuali.
La seconda ragione per cui questo lancio rappresenta un momento fondamentale per la storia spaziale europea è che porterà in orbita i primi due satelliti del sistema di posizionamento satellitare Galileo, attraverso il quale l’Europa punta a diventare completamente indipendente dal sistema Navstar GPS, gestito e controllato dal governo USA. Il sistema di geoposizionamento, che dovrebbe essere operativo entro il 2015, consisterà, una volta ultimato, di 30 satelliti orbitanti, garantendo una maggiore precisione, affidabilità e disponibilità del segnale nelle aree urbane rispetto al sistema americano con il quale, però, sarà completamente compatibile.