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“In 17 regioni su 20, a fine 2011 il livello dei consumi reali pro capite potrebbe risultare inferiore a quello registrato nel 2000”. È questo il risultato che emerge dall’Aggiornamento delle analisi e delle previsioni dei consumi nelle regioni italiane realizzato dall’Ufficio studi di Confcommercio. Potrebbero infatti recuperare livelli di spesa leggermene superiori al 2000 solo il Molise, il Friuli Venezia Giulia e la Basilicata. Dopo il biennio recessivo 2008-2009, “l’uscita dalla crisi risulta particolarmente lenta - prosegue lo studio - non permettendo alle famiglie di tornare entro il 2011 sui livelli di consumo sperimentati nel 2007”. Confcommercio ha elaborato anche una proiezione dei consumi al 2017: fatto 100 il consumo reale pro capite del 2007, secondo le stime solo il Nord Italia sarebbe in grado di tornare ai livelli pre crisi, cioè precedenti al 2008.
Per quanto riguarda gli anni passati, nel 2009 tutte le regioni hanno registrato una flessione dei consumi, che si rende più evidente nel Mezzogiorno, i cui dati restano negativi anche nel 2010, mentre si evidenzia una crescita marginale nelle regioni settentrionali, soprattutto nel Nord Est, dove lo scorso anno si è tornati ai livelli pre crisi. Lo studio sottolinea però che i dati negativi relativi al Sud Italia dipendono anche dalla diminuzione della popolazione residente.
“I tassi di crescita dei consumi regionali” conclude lo studio di Confcommercio, “anche nei territori più dinamici, sono troppo ridotti per non prospettare un peggioramento delle aspettative delle famiglie italiane, a meno che non si presentino nel prossimo futuro indizi di ricostruzione della fiducia e del benessere perduti durante la recessione e ancora oggi per nulla recuperati”.