L'Arena Pantanal di Cuiabà, uno degli stadi brasiliani che presenta ancora qualche problema in vista di Brasile 2014 © Getty Images

Il countdown per i Mondiali di calcio 2014 è già cominciato. E il Brasile sembra essere in ritardo. Sebbene la competizione mondiale sia fissata per il 12 giugno, sono molti i lavori infrastutturali che devono essere ancora ultimati. A cominciare dagli stadi. Per esempio, nell’Itaquerão, ossia l'impianto di San Paolo che ospiterà la gara di apertura di Coppa del Mondo, non avrà il tetto in vetro sintetico inizialmente preventivato, che verrà orientativamente ultimato dopo i Mondiali. I presenti, dunque, dovranno armarsi di ombrello e sperare che non grandini come è accaduto, a sorpresa, a metà maggio. E ancora: non sono stati ultimati i seggiolini dell’Arena Pantanal di Cuiabà, che mostra tra l’altro problemi nel sistema di drenaggio. Lavori in corso anche per l’Arena da Baixada di Curitiba che, a causa dei numerosi ritardi, ha rischiato di non essere inclusa tra gli stadi della Coppa del mondo.
Come se non bastasse ci sarebbe il rischio black out per gli stadi di Belo Horizonte, Porto Alegre, Manaus e Curitiba. Solo due, su 12, gli impianti consegnati entro i termini concordati con la Fifa: l’impianto Mineirão, riaperto nel 2013, e lo stadio di Rio de Janeiro Maracanà. Numerosissimi inoltre le morti registrate durante i lavori di ristrutturazione: tra queste, dieci solo nel Mané Garrincha, quattro nella Arena da Amazônia, tre all’Itaquerão e una nella Arena Cuiabà. "E’ inaccettabile che alcuni stadi non siano ancora stati completati. Abbiamo avuto molti anni a disposizione, un numero più che sufficiente. E’ una vergogna", ha commentato l'ex campione della nazionale verdeoro Pelè.
La situazione non migliora se, dagli stadi, ci si sposta alle infrastutture, a cominciare dagli aereoporti: in molti nutrono perplessità sulla loro reale capacità di ricevere il grande afflusso di tifosi e turisti. Come se non bastasse, su tutto gravano anche il pericolo di contestazioni e scioperi, oltre ai rischi legati alle scommesse e alla prostituzione. Si stima che la spesa per i lavori in vista della Coppa del Mondo si aggiri suoi 11,7 miliardi di dollari. Le prospettive di guadagno ipotizzate sarebbero invece di 180 miliardi di dollari.