Enrico Letta  © Getty Images

Enrico Letta

È iniziata una giornata cruciale per la stabilità del governo Letta. Questa mattina il premier è atteso prima in Senato poi, nel pomeriggio, alla Camera, dove, al termine di un nuovo discorso programmatico, chiederà la fiducia al Parlamento per, come auspicato dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, dare stabilità a un governo che possa affrontare gli obiettivi economici più ravvicinati (legge di stabilità su tutti), insieme a quelli dell’anno prossimo. L’intervento di Enrico Letta potrà essere seguito in diretta Tv e sul Web.

Alla vigilia dell’intervento di Letta, come riportato dall’Ansa, si è consumato lo strappo dell'ala moderata del Pdl, guidata da Angelino Alfano e dei quattro ministri, con Silvio Berlusconi infuriato contro gli “inaffidabili” Letta e Napolitano che hanno permesso il suo “omicidio politico”. Da qui la decisione del Cavaliere di votare domani la sfiducia al governo Letta e quindi affrontare la sfida della conta interna direttamente in Aula. Non sarà azzoppato il governo che si presenterà domani alle Camera. A fine giornata il premier Enrico Letta respinge le dimissioni dei 5 ministri Pdl dopo che per tutta la giornata, in un vertice quasi no stop a Palazzo Grazioli, il segretario Pdl Angelino Alfano e le colombe del partito, compreso Gianni Letta, hanno provato a convincere il Cavaliere a far votare la fiducia al governo da tutto il partito. Tentando di evitare una rottura anticamera di una scissione del Pdl e della non ancora nata Fi. Ma già nel pomeriggio è Carlo Giovanardi ad annunciare che «i numeri per la fiducia ci sono, siamo anche più di 40, fermi nel voler mantenere l'equilibrio di governo». Al Senato, voci insistenti assicurano poi che sarebbe pronto un gruppo, denominato 'Nuova Italia’, di una trentina di senatori, al quale da giorni stanno lavorando i centristi di Pier Ferdinando Casini. L'APPELLO DEI MANAGER

++Voto concluso - Il governo ottiene la fiducia al Senato: favorevoli 235 contro 70 "no"++

L'intervento integrale di Enrico Letta al Senato