Felicità, gli stranieri ci ricordano dove trovarla in Italia

Il 20 marzo si celebra la Giornata mondiale della felicità, indetta dall’Onu. A questa ricorrenza si abbina una speciale classifica, il World Happiness Report 2016, che prova a quantificare la felicità di ogni Paese. In testa al ranking mondiale si piazza la Danimarca davanti a Svizzera e Islanda, mentre l'Italia è solo al 50esimo posto, preceduta persino da l’Uzbekistan o Nicaragua. Pesano le tensioni politiche e sociali e i conseguenti cambiamenti nello stile di vita, ma spesso conta anche la nostra percezione.

Vista dagli stranieri, infatti, l'Italia piace. Lo pensano il 94% dei giovani expat che vivono nella Penisola per lavoro o studio, che si ritengono soddisfatti della loro esperienza in un sondaggio condotto in Italia, Belgio, Germania, Francia, Olanda, Polonia e Gran Bretagna da Think Young e commissionato da Bnp Paribas Fortis. Tra i principali motivi del trasferimento ci sono il patrimonio culturale, lo stile di vita e il bel tempo più che la qualità delle università e il guadagno economico.

Per quanto riguarda gli studenti, meno di uno su due (45%) ritiene di aver una miglior qualità di vita e solo il 9% afferma di aver scelto l'Italia per la qualità dell'educazione universitaria - percentuale che sale invece al 41% per gli studenti che decidono di studiare in Gran Bretagna. Sia sugli studenti che sui giovani lavoratori pesano infatti gli alti costi della vita in Italia, solo nel 37% dei casi più bassi rispetto al proprio Paese di origine.