giornata mondiale contro l'Aids

La Giornata mondiale contro l'Aids si celebra il 1 dicembre in tutto il mondo. Ed è importante prestare attenzione a questa ricorrenza perché l'Aids è tutt'altro che sconfitta. In tutto il mondo vivono circa 36,7 milioni di persone colpite il virus Hiv, di cui circa 19,5 milioni hanno accesso a una terapia antiretrovirale. Si tratta circa dello stesso numero di persone morte dagli anni 80, cioè da quando si è iniziato a parlare della malattia. Nonostante i progressi nei farmaci e le campagne di sensibilizzazione, i contagiati sono 2,4 milioni in più rispetto al 2015 e quasi 12 milioni in più rispetto al 2010.

Giornata mondiale contro l'Aids: per non dimenticare

L'importanza della Giornata mondiale contro l'Aids si può comprendere facilmente leggendo i dati sui nuovi contagi. Se a livello mondiale si registra una leggera tendenza al ribasso, nell’Africa orientale e in Sudafrica il numero di nuove vittime negli adulti è diminuito notevolmente. La battaglia è vinta? Nient'affatto, perché nel frattempo nell’Europa dell’Est e nell’Asia centrale i numeri sono in netto aumento. Le persone sieropositive continuano a lottare contro pregiudizi e discriminazione: per esempio, i circa 20 mila svizzeri colpiti dall''Hiv sono vittime di mobbing e licenziamenti sul posto di lavoro, faticano ad avere accesso alle cure e sono al centro di autentiche persecuzioni sui social media. 

L'Aids in Italia

In Italia nel solo 2016 sono stati 3.451 i nuovi malati su 130 mila totali, pari a 5,7 nuovi casi per 100 mila residenti. Il nostro Paese è al 13esimo posto in Ue insieme alla Grecia. Negli anni si osserva un aumento dell’età mediana alla diagnosi, nonché un cambiamento delle modalità di trasmissione: diminuisce la proporzione di consumatori di sostanze per via iniettiva, ma aumenta la proporzione dei casi attribuibili a trasmissione sessuale, in particolare tra maschi che fanno sesso con maschi (MSM). Il registro Nazionale Aids è attivo sin dall’inizio degli anni ’80; nel 2016 sono stati segnalati al Centro Operativo Aids (Coa) 778 casi di Aids, pari a un’incidenza di 1,3 nuovi casi per 100.000 residenti. Oltre il 50% dei casi di AIDS segnalati nel 2016 era costituito da persone che non sapevano di essere HIV positive (dati ministero della Salute). In Italia è attiva dal 1987 la Lega italiana per la lotta contro l'Aids (Lila).

Il nuovo piano Aids

Da poche settimane il ministero della Salute ha approvato il nuovo piano contro l'Aids 2017/19. «I programmi volti ad arrestare la trasmissione dell’Hi sono finalizzati a proteggere l‟individuo e la comunità di riferimento e prevalentemente incentrati su interventi indirizzati a modificare comportamenti a rischio. La complessa natura dell0epidemia, tuttavia, implica la necessità di programmi di prevenzione combinati, che prendano in considerazione fattori specifici per ogni contesto, che prevedano anche programmi per la riduzione dello stigma e della discriminazione e nel rispetto dei diritti umani», si legge nel documento. «L'importanza del coinvolgimento a pieno titolo e su tutti gli aspetti dei rappresentanti della società civile e delle popolazioni chiave è ampiamente riconosciuta dalle Autorità Sanitarie Europee e Internazionali. I programmi combinati possono essere implementati a livello individuale, di comunità e della popolazione generale e devono essere basati su evidenze in merito all‟andamento dell'epidemia. L'analisi di fattori quali le modalità di trasmissione dell‟Hiv, le popolazioni chiave colpite dall‟infezione e i principali trend epidemiologici sono, quindi, elementi imprescindibili per sviluppare l‟intervento combinato più idoneo».

I piani combinati prevedono interventi in diversi ambiti:

  • Interventi sui comportamenti: comprendono azioni sui comportamenti a rischio (esercizio consapevole della sessualità, miglioramento dell‟adesione alla terapia, corretto uso del profilattico maschile e femminile, counselling). 
  • Interventi di riduzione del rischio e del danno nelle popolazioni chiave: attraverso l‟implementazione di programmi di offerta gratuita e sostituzione di siringhe sterili e di distribuzione di profilattici maschili e femminili, programmi di offerta attiva del test HIV, terapia sostitutiva, interventi sulle persone con IST. 
  • Interventi farmacologici: strategie di prevenzione basate sull'utilizzo dei farmaci antiretrovirali (PrEP, PEP, TasP, terapia per prevenire la trasmissione materno-fetale). 
  • Interventi strutturali: volti a ridurre la vulnerabilità all'infezione da Hiv legata a condizioni quali la povertà, la disuguaglianza di genere, la discriminazione e l'emarginazione sociale, con particolare riferimento alla discriminazione omo-transfobica e alle problematiche giuridico-legali riguardanti l‟esercizio della prostituzione, l‟utilizzo di sostanze e la presenza non regolare nel territorio nazionale. 

L'Aids nel mondo

Per constatare la diffusione della malattia, l'Onu ha istituto il Il Programma delle Nazioni Unite per l'AIids/Hiv (Unaids) per accelerare, intensificare e coordinare l'azione globale contro l'Aids. L'attività dell'Unaids è quella di condurre campagne informative sulla prevenzione, offrire cure ai malati nei Paesi più poveri (e più colpiti) e migliorare le condizioni di vita dei malati. Il quartier generale dell'organizzazione è a Ginevra. Il direttore esecutivo dalla fondazione nel 1995 al 2008 è stato per molti anni Peter Piot, l'epidemiologo belga che aveva isolato il virus Ebola. A sostituirlo è stato poi Michael Sidibè. 

L'azione dell'Unaids si articola in 5 punti:

  • Guidare la lotta mondiale contro l'Aids e distribuire gli aiuti.
  • Dare informazioni ed assistenza tecnica alle organizzazioni umanitarie che combattono l'Aids
  • Studiare e prevenire lo sviluppo dell'epidemia.
  • Lo sviluppo della cooperazione nazionale al fine di dare una risposta collettiva e non disorganizzata all'epidemia.
  • Trovare fondi per combattere la malattia, supportare l'azione delle altre agenzie dell'ONU.