Vittorio Cecchi Gori © GettyImages

Vittorio Cecchi Gori

Nuovo arresto per Vittorio Cecchi Gori, sottoposto a un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari con l’accusa di bancarotta fraudolenta. L’imprenditore cinematografico, già in manette nel giugno del 2008 per il fallimento della Safin cinematografica, società controllata dalla Fin.Ma.Vi. (la cassaforte di famiglia), è stato arrestato dai militari del Nucleo di polizia tributaria di Roma nel contesto delle indagini riguardanti proprio il fallimento della Fin.Ma.Vi. e di altre società del gruppo.
La vicenda . Dalle indagini era emerso che il produttore fiorentino aveva “distratto i beni facenti parte del patrimonio sociale della Fin.Ma.Vi. Spa, cagionando un passivo fallimentare pari a circa 600 milioni di euro, attraverso strumentali operazioni di finanziamento a favore di altre società a lui riconducibili, tra cui due società statunitensi: la Cecchi Gori Pictures e la Cecchi Gori Usa”. Queste due società americane nel marzo 2011 hanno vinto una causa legale intentata negli Stati Uniti nei confronti della Hollywood Gang Production del produttore italo-americano Gianni Nunnari.
Il giudice della California ha ordinato alla società di Nunnari di corrispondere 14 milioni di dollari alle società americane di Cecchi Gori, somma immediatamente sottoposta a sequestro dal Tribunale di Roma, “al fine di metterla a disposizione della procedura fallimentare per la soddisfazione dei creditori della Fin.Ma.Vi.”. La somma, spiega una nota della Guardia di Finanza, non è però mai stata resa disponibile alla custodia giudiziaria. Anzi Cecchi Gori avrebbe tentato, anche attraverso propri emissari negli Stati Uniti, di entrare in possesso del denaro oggetto del provvedimento di sequestro, “così reiterando le condotte distrattive già poste in essere”.