© Getty Images

Dopo due anni di recessione, la caduta del Pil si è arrestata (crescita zero tra luglio e settembre 2013 rispetto al 2012) ora ''dobbiamo arrivare alla crescita dell'1% nel 2014 e del 2% nel 2015''; una crescita che potrebbe anche contribuire a ridurre quel debito pubblico dell’Italia che costa “90 miliardi di euro in interessi, una decina di leggi di stabilità, soldi buttati. Immaginate cosa potremmo fare con quei 90 miliardi”. Sono alcuni temi affrontati dal premier Enrico Letta nel corso del suo discorso alla Camera che si prepara a esprimersi sulla fiducia all’esecutivo all’indomani dall’uscita di Forza Italia dalla maggioranza.
"Chiedo la fiducia per un nuovo inizio, con obiettivi realizzabili e tempi certi", ha affermato Letta sottolineando l’impegno a “evitare di rigettare nel caos il Paese proprio nel momento in cui è in grado di rialzarsi. Oggi – ha aggiunto – c'è una coalizione diversa e più unita. Ci sono le condizioni per definire nelle prossime settimane un patto di governo che chiamerò da oggi Impegno 2014".
Quattro gli assi portanti dell'azione di riforma illustrata da Letta: la riduzione del numero dei parlamentari, l'abolizione delle Province, la fine del bicameralismo perfetto, la riforma del titolo V della Costituzione.

I manager votano per la sfiducia

IL PROGRAMMA DEL VOTO. Dalle 12.30 dichiarazioni di voto dei gruppi e dunque voto finale. Alle 16 la discussione si sposterà al Senato.

DIRETTA WEB