65 anni fa, il 2 e il 3 giugno 1946 gli italiani tutti, donne comprese (e l’evento fu storico), furono chiamati alle urne per il primo referendum istituzionale a suffragio universale per confermare la Monarchia o scegliere la Repubblica. Come andò finire lo sappiamo tutti, fu Repubblica e esilio per i Savoia. E oggi cosa rimane di un avvenimento così importante per la nostra storia? Rimane una festa nazionale e le celebrazioni in pompa magna a Roma e in tono minore nelle altre città d’Italia. Rimane la deposizione, da parte del Presidente della Repubblica, di una corona di alloro sulla Tomba del Milite Ignoto. Rimane la parata militare attraverso i Fori Imperiali e quindi il concerto al Quirinale.

Quest’anno, in concomitanza con il 150esimo anniversario dell’Unità d’Italia, le celebrazioni sarebbero dovute essere memorabili, con l’arrivo da tutto il mondo di capi di stato per celebrare l’Italia. Non sarà proprio così. Certo, come sottolinea la Farnesina, saranno 80 le delegazioni straniere che parteciperanno agli eventi celebrativi romani. Ma, il momento di particolare intensità dell’agenda internazionale, ha costretto il Quirinale ad una massiccia scrematura dei partecipanti. Ci saranno il presidente russo Medvedev, Biden, il vice di Obama, la Repubblica Popolare Cinese con il Vice Presidente Xi JinPing e la Turchia con il Presidente Gul. Tra i nostri vicini europei non troppe le presenze, il Re Juan Carlos rappresenterà la Spagna, Wulff la Germania e Fisher l’Austria. Più cospicua invece la partecipazione dei paesi della ‘nuova Europa’, dei Balcani e dell’Europa dell’Est. Tra questi il Presidente della Repubblica serba Tadic, che verrà a Roma sulla scia del successo ottenuto con l’arresto di Mladic. Folta anche la presenza dei paesi della sponda Sud del Mediterraneo e del Medio Oriente. Tra questi, il Presidente israeliano Peres e il Presidente dell’Autorità palestinese Abu Mazen, in una fase particolarmente delicata per quanto riguarda le prospettive del Processo di Pace. L'Afghanistan e il Kosovo - tra i principali teatri dell’impegno italiano ed internazionale - saranno rappresentati rispettivamente dal Presidente Karzai e dalla neo Presidente Jahjaga. Completano il quadro i massimi responsabili di alcune tra le maggiori Organizzazioni internazionali, tra le quali l’ONU, per la quale parteciperà il Segretario Generale Ban Ki-Moon, l’UE con il Presidente del Consiglio Van Rompuy, la FAO con il Direttore Generale Diour, la Commissione dell’Unione Africana con il Presidente Ping e la Lega Araba con il Segretario Generale Amr Moussa.

Numerose le occasioni di partecipazione degli italiani alla Festa della Repubblica: sabato 4 giugno, in via straordinaria, sarà nuovamente aperto lo spazio espositivo del Museo delle Carrozze, dove sono collocati gli esemplari più rappresentativi delle storiche carrozze del Quirinale, mentre domenica 5 giugno i Giardini del Quirinale saranno aperti al pubblico tutto il giorno.

IL PROGRAMMA COMPLETO DELLE CELEBRAZIONI
Mercoledì 1° giugno
Piazza del Quirinale, ore 15.30 - Cambio solenne della Guardia d’Onore
Giovedì 2 giugno
Altare della Patria, ore 9.55 - Deposizione di una corona di alloro sulla Tomba del Milite Ignoto
Via di San Gregorio - Porta Ardeatina, ore 10.20 - Rassegna delle truppe schierate per la Parata
Fori Imperiali, ore 11.00 - Parata Militare
Palazzo del Quirinale, ore 18.00 - Concerto e successivo pranzo in onore dei Capi delle Delegazioni Ufficiali presenti a Roma per la Festa Nazionale della Repubblica
Sabato 4 giugno
Palazzo del Quirinale - Apertura al pubblico dello spazio espositivo delle Carrozze dalle ore 9.00 alle 12.30 con accesso da Via della Dataria, 96
Domenica 5 giugno
Giardini del Quirinale, dalle ore 10.00 alle ore 18.00 - In concomitanza dell’apertura al pubblico i complessi bandistici della Marina Militare, dell’Arma dei Carabinieri, dell’Aeronautica Militare, della Guardia di Finanza, della Polizia di Stato e dell’Esercito Italiano, eseguiranno brani musicali