Il Governo è pronto ad affrontare l’emergenza demografica, ma il raddoppio del cosiddetto bonus bebè è per ora solo una delle ipotesi d’azione: prioritaria appare infatti una completa revisione del welfare, per renderlo adeguato ad affrontare le problematiche delle famiglie italiane.

BONUS BEBÈ E DETASSAZIONE. Il rafforzamento del bonus per i nuovi nati potrebbe dunque essere solo il punto di partenza per una riforma del welfare più sistematica: esso potrebbe addirittura essere raddoppiato, passando dagli attuali 80 euro a figlio per le famiglie con reddito compreso tra i 7 e i 25 mila euro, a una cifra pari a 160 euro; al premio raddoppiato si crede che possa essere affiancato anche un aumento delle detrazioni fiscali elle quali godono i nuclei familiari con la nascita del secondo figlio, con l’idea di allargare la detassazione progressivamente all’aumentare del numero dei membri della famiglia.

TESTO UNICO PER LA FAMIGLIA. Tali misure servirebbero, secondo il ministro degli Affari regionali con delega alla famiglia Enrico Costa, a sostenerele famiglie e incentivare la natalità, affrontando di petto il problema delle “culle vuote”: «Potenziare e rafforzare il bonus bebè rappresenta la direzione giusta e una misura-chiave per riavviare il motore delle nascite in Italia». L’Italia, infatti, sta diventando un Paese di coppie senza figli o di figli unici; migliorare le risorse a disposizione dei nuclei familiari potrebbe essere uno dei modi per rilanciare la natalità e dare sicurezza agli aspiranti genitori bisognosi di aiuto da parte dello Stato. A tale fine, si sta vagliando l’ipotesi di un Testo Unico nel quale vengano affrontare le tematiche del welfare e del sostegno a bambini e genitori; parte della maggioranza ha manifestato l’intenzione di inserire tali incentivi alle famiglie all’interno della prossima legge di stabilità, insieme agli aiuti a lavoratori e imprese.