Michelle Hunziker

Alcuni risultati ottenuti dalla ricerca del profilo di Michelle Hunziker

L’iniziativa per ora è limitata soltanto alla California, ma chissà che altri Paesi degli Stati Uniti (o addirittura europei) non decidano di fare lo stesso. Con l’inizio del nuovo anno, spacciarsi su Facebook per un’altra persona può costare fino a un anno di carcere. Dal 1° gennaio, infatti, nello Stato della California fornire false generalità sul social network è reato. La legge (la SB 1411) è stata promossa dal senatore democratico Joe Simitian e punisce con una pena massima di 12 mesi di reclusione o un ammenda di mille dollari chiunque su internet si spacci per un'altra persona traendone profitto o danneggiando il diretto interessato.
Spesso, infatti, chi si iscrive sul social network non si attiene al regolamento sottoscritto nella "dichiarazione dei diritti e delle responsabilità", ma spesso crea una profilo spacciandosi per un personaggio famoso. Risultato? I vari Brad Pitt e Angelina Jolie non si contano sulle dita due mani e coi profili di calciatori come quello di Cristiano Ronaldo si possono fare due squadre. "Nel nostro Paese succede soprattutto agli sportivi, ai cantanti e ai politici" conferma al Corriere della Sera Guido Scorza, docente di diritto dell'informatica all'università La Sapienza. L'elenco dei vip nostrani clonati su Facebook è lungo. Si va da Verdone a Jovanotti, da Samuele Bersani a Francesco Renga, passando per Kim Rossi Stuart e Michelle Hunziker. In realtà non serve una nuova legge, spiega Scorza, “siamo già tutelati dal codice della privacy, con l'articolo 167 in materia di illecito trattamento dei dati personali altrui” dove le sanzioni possono arrivare a tre anni di carcere. Senza dimenticare il codice penale, dall'articolo 494: 'Chiunque, al fine di procurare a sé o ad altri un danno, induce taluno in errore, sostituendo illegittimamente la propria all'altrui persona va punito con la reclusione fino a un anno'.