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Tyler (a sinistra) e Cameron Winklevoss

Quando la posta in palio è una fetta di un’azienda da 70 miliardi (destinata a crescere) chiunque lotterebbe fino alla fine. E così, dopo aver incassato la decisione della Corte d'Appello di San Francisco, che ha deliberato di non assegnare un centesimo in più all’accordo già stipulato con la società di Mark Zuckerberg, Cameron e Tyler Winklevoss pensano di ricorrere alla Corte Suprema americana per far valere le loro ragioni. I due gemelli, ormai famosi per aver accusato Zuckerberg di aver rubato loro l'idea del social network, ribadiscono di essere stati truffati e che l’accordo raggiunto in precedenza (20 milioni di dollari in contanti e 45 milioni di dollari di azioni Facebook) è stato sottostimato. A questo punto non rimane che l’appello alla Corte suprema e uno dei legali dei Winklevoss, Jerome Falk, ha spiegato che si sta già valutando al ricorso.