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L'Albero della Vita resterà a Rho. Così ha anticipato il commissario Giuseppe Sala nel giorno della festa del simbolo di Expo Milano 2015: «E' molto, molto difficile l'idea di smontare l'Albero della vita» ha spiegato Sala (i lavori costerebbero 500 mila euro). «E' un'idea troppo ardita, dovrà restare lì. Rimarrà come è oggi». Nei prossimi mesi, dice, «dovremo fare manutenzione» e si lavora per una sua riapertura nella primavera 2016 al termine dello smantellamento degli altri padiglioni. Insieme con l'Albero rimarranno "congelati" fino alla prossima primavera il Padiglione Zero e a Palazzo Italia che conserveranno le loro collezioni e il ricordo dell'evento. Nel frattempo verrà presentato anche il primo piano economico per il futuro delle strutture.

Ma l'Albero della Vita migrererà comunque almneo virtualmente: molti Paesi infatti ne hanno chiesto delle copie. «Ce lo chiedono dall'estero», ha spiegato l'ideatore Marco Balich, «ci sono state numerose istanze dalla Cina, da Paesi del Golfo e in particolare da uno dei Paesi cosiddetti 'stan' (Kazakhstan. Uzbekistan, ecc...). Ci hanno chiesto delle copie e noi commercializzeremo la creatività e il saper fare italiano. Ma l'originale e l'unico rimarrà qui a Expo». La struttura è stata realizzata in pochi mesi da Orgoglio Brescia nella parte di legno e acciaio, le componenti hi tech sono state affittate per la realizzazione dello spettacolo a cui hanno assistito circa 14 milioni di persone, due terzi dei visitatori dell'Esposizione che hanno postato 250 mila hashtag su Instagram e 1,8 milioni di foto su Facebook. «Sui social network l'Albero della vita ha superato l'albero di natale», ha detto Balich sorridendo.