BusinessPeople

Expo 2015 Milano: albergatori, ora serve chiarezza

Expo 2015 Milano: albergatori, ora serve chiarezza Torna a Expo Milano 2015, diamo i numeri!
Venerdì, 17 Aprile 2015

Intervista a Stephen Lee, Executive Director della Maylink Culture e di Milano Expo Culture Communication Co., Ltd.

Cento anni dal debutto cinese in un Expo, quello di Panama. E 45 anni di relazioni diplomatiche tra Pechino e l’Italia. Bastano due numeri a raccontare quanto sia importante Milano 2015 per i rapporti con il gigante asiatico che promette di portare un milione di presenze nel sito espositivo. «Già nel 2013 ci sono stati 820 mila turisti cinesi in Italia e il dato è sempre in crescita. Ma tutti devono fare bene il loro lavoro per raggiungere questo traguardo», avvisa tutti Stephen Lee, n.1 della promozione dell’evento in Cina e responsabile dell’accoglienza e delle delegazioni in arrivo.

Ci sono delle criticità nell’organizzazione?
Noi stiamo sviluppando molte iniziative, come un road show nelle maggiori città cinesi, e siamo fiduciosi. Ci sono però alcuni aspetti da migliorare. Una società con il compito di promuovere l’Expo si trova ad affrontare problematiche legate ai prezzi delle strutture ricettive che in un certo senso potrebbero essere assimilati ad azioni in Borsa o pezzi all’asta, essendo suscettibili all’andamento della domanda e dell’offerta. Molte strutture quindi non comunicano il prezzo delle stanze e questo è un rischio perché rende difficile a un turista confermare la prenotazione a un tour operator.

Come si può migliorare l’accoglienza?
In generale, lo standard qualitativo di accoglienza degli alberghi in Italia è riconosciuto come alto a livello mondiale. In merito ai turisti cinesi, direi che con poche accortezze si potrebbe migliorare l’offerta: basterebbe, ad esempio, un bollitore perché i cinesi sono abituati a bere acqua calda o tiepida. O il Wi- Fi gratuito e più veloce, insieme agli adattatori per l’elettricità a disposizione in reception per chi li dimentica. Fino alla colazione: non serve molto, una o due pietanze per farli sentire a casa. Anche solo una crema o zuppa di riso, che i cinesi spesso mangiano a colazione. E, ovviamente, la lingua: anche solo un foglio in cinese con le risposte alle domande più frequenti piò fare molto.

Expo sarà un’occasione per stringere nuovi rapporti tra i due Paesi?
Certo, anche perché oltre ai turisti arriveranno molte delegazioni imprenditoriali. E alcune sono già sponsor di Expo.

Come mai ai cinesi piace tanto l’Expo?
Shanghai 2010 è stato un successo e ha lasciato un buon ricordo grazie a un’organizzazione impeccabile. In un periodo di grande sviluppo economico è stata l’occasione per la Cina di affacciarsi all’esterno. Lo slogan poi era “Better City Better Life” e le tecnologie presentate sono state applicate nella costruzione di strade ed edifici nelle città che si stanno espandendo con l’arrivo continuo di molte persone dalle zone rurali.

Quale sarà la vacanza-tipo per un turista cinese?
Alcuni verranno in luglio o agosto, soprattutto quelli con i bambini in età scolare. Ma il periodo più intenso sarà intorno alla settimana tra il 1° e il 7 ottobre per la Festa della Repubblica Cinese. Un viaggio di gruppo generalmente dura 7-10 giorni e comporta la visita di quattro Paesi: Germania, Francia, Svizzera e Italia. Per il grande pubblico l’Italia è rappresentata da Milano, Roma, Venezia, Firenze, mentre invece ha tante risorse: la Sardegna, la Sicilia, le regioni del Centro come Umbria e Marche, meno conosciute ma altrettanto rappresentative della vostra cultura. Per questo stiamo realizzando il progetto Million Chinese Tourists to Italy, per incentivare i visitatori a restare in Italia dopo l’Expo per un viaggio approfondito. Sarebbe l’occasione per la crescita dell’economia di tante regioni.

POTREBBERO INTERESSARTI
Copyright © 2022 - DUESSE COMMUNICATION S.r.l. - Tutti i diritti riservati - Privacy Policy - Credits: Macro Web Media