La struttura ungherese, il cui progetto è stato scelto tramite selezione pubblica, dopo Expo sarà smontata e ricostruita in patria

Nasce da un concorso pubblico la suggestiva costruzione con cui l’Ungheria si presenterà al prossimo Expo di Milano con l’obiettivo di evidenziare le virtù delle acque minerali, naturali e termali ungheresi, oltre all’impegno nella ricerca scientifica e sul versante dei prodotti Omg-free. Se a oggi Polonia e Russia – pur avendo confermato la loro presenza – non hanno ancora svelato il proprio progetto, il Paese magiaro si è mosso con anticipo e gioca sui simboli.

Il padiglione si ispira non solo all’Arca di Noè, immagine di salvezza degli esseri viventi, ma anche ai tamburi sciamanici (presenti ai lati della struttura), che evidenziando il rapporto mistico del suo territorio con la natura e sono solcati dall’antico simbolo dell’albero della vita nel quale scorre l’acqua ungherese, nota per le celebri proprietà termali. Nella pratica il padiglione si svilupperà su tre piani, estendendosi su un lotto complessivo di circa 1.900 metri quadri. L’ultimo piano ospiterà un giardino a cielo aperto, mentre nell’area verde esterna al padiglione saranno coltivate 33 piante tra frutta, verdura ed erbe medicinali. L’intera costruzione sarà smontata, ricostruita e utilizzata come centro di ricerca in Ungheria.

  ESTONIA: TECNOLOGIA E SOSTENIBILITÀ
Una nazione giovane, dinamica e in rapido sviluppo, dove c’è spazio per trasformare le buone idee in realtà. È l’immagine che l’Estonia cercherà di trasmettere in occasione di Expo, dove sarà presente con un padiglione realizzato in materiali al 50% riciclati, che si estenderà su una superficie di circa mille metri quadri. Al suo interno, tra elementi di design e applicazioni multi-touch, sarà possibile scoprire paesaggi ed eccellenze del Paese, oltre a provare i cibi della tradizione locale.
  IL LABORATORIO DI VITA CECO
Vuole unire riciclabilità dei materiali e una superficie d’acqua il progetto della Repubblica Ceca, che ha concluso i lavori sulla struttura che la rappresenterà a Milano. All’interno del padiglione, sormontato da oltre 350 metri quadri di giardino, sarà presentata l’esperienza e l’innovazione nella gestione delle risorse idriche. Secondo gli organizzatori, il Paese può contribuire al dialogo globale sulla sostenibilità e le fonti di cibo anche attraverso le tecnologie per la potabilizzazione idrica.
  LA BILANCIA LITUANA
Linee essenziali per il progetto della Lituania, battezzato “Balansas” (bilancia) perché vuole rappresentare l’equilibrio tra la tradizione e l’innovazione come elementi caratterizzanti del proprio settore agroalimentare. Nei due edifici cubici, uniti da una serie di passerelle comunicanti, i visitatori potranno gustare prodotti tipici provenienti da cooperative, fattorie familiari e piccole imprese alimentari. Ma potranno anche apprezzare la bellezza degli oggetti artigianali realizzati con materiali naturali.
  LA QUERCIA LETTONE
Soluzioni architettoniche per appagare la vista, musica della natura per l’udito, ristorante slow food per il gusto, pane appena sfornato e aroma del legno per l’olfatto, materiali naturali per il tatto. È un viaggio attraverso i cinque sensi quello proposto dalla Lettonia, che si presenta con un padiglione dalla forma di un’enorme quercia. L’albero vuole sottolineare la convinzione lettone secondo cui l’unico modo per preservare l’integrità dell’ambiente, con tutti i suoi diversi ecoistemi, è la coesistenza armoniosa e rispettosa tra l’uomo e la natura.