Etna, satellite_Patrimonio mondiale umanità Unesco © Getty Images

L’Etna visto dal satellite

«È una splendida notizia per l’Italia. Il riconoscimento dell’Unesco premia ancora una volta l’eccezionale valore delle risorse naturalistiche italiane e mette in rilievo l’importanza delle politiche nazionali e locali di conservazione che contribuiscono alla valorizzazione del territorio». Così il ministro dell’Ambiente Andrea Orlando ha commentato la proclamazione dell’Etna a patrimonio Unesco da parte della 37esima sessione annuale del Comitato del patrimonio mondiale, riunitosi in Cambogia a Phonm Penh.

Il comitato ha accolto la proposta avanzata dal Ministero italiano dell’ambiente riconoscendo all’Etna «l’eccezionale livello di attività vulcanica, le cui testimonianze risalgono a oltre 2700 anni fa». Perché «la notorietà, l’importanza scientifica e i valori culturali ed educativi del sito possiedono un significato di rilevanza globale».

Non è questo che l’ultimo riconoscimento per l’Italia, la nazione che detiene il maggior numero di siti (47) inclusi nella lista dei patrimoni dell’umanità. L’Etna è il quarto iscritto per criteri naturali, dopo le isole Eolie, il monte San Giorgio e le Dolomiti. Dai centri storici di Roma e Firenze a Porto Venere nelle Cinque Terre fino al convento di Santa Maria delle Grazie a Milano, sono tantissimi i siti italiani ai quali l’Unesco riconosce invece anche un valore storico e culturale.