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Il decalogo dell’eredità digitale

Il decalogo dell’eredità digitale Torna a Eredità digitale, cosa consigliano i notai italiani
Venerdì, 12 Ottobre 2012

● Il quadro giuridico è incerto. In Italia non esiste una legislazione specifica e non è detto che venga approvata in futuro; anche negli Usa solo cinque Stati hanno regole in materia, neppure troppo chiare. Non contate insomma che la legge provvederà per voi.

● Social network, posta elettronica, dischi remoti, tutti i servizi online che usate sono basati in Italia? Se la risposta è no, ricordate che, se non provvedete per tempo, recuperare i vostri dati potrebbe comportare per i vostri cari costose controversie con elementi internazionali.

● Alcuni operatori stranieri, come i server online, prevedono che in caso di morte tutti i dati siano distrutti. Anche se è proprio questo ciò che desiderate, attenzione: alcuni giudici americani hanno ordinato la consegna dei dati agli eredi.

●Affidate a una persona di fiducia le vostre credenziali d’accesso con istruzioni chiare su cosa fare in caso di decesso: distruggere i dati in tutto o in parte, o consegnarli a soggetti indicati da voi. Si chiama mandato post mortem ed è ammesso dal nostro diritto. Se cambiate le password, come è buona regola di sicurezza, ricordate di aggiornare le istruzioni.

● Se una volta i documenti venivano conservati nelle casseforti e per recuperarli si faceva ricorso a un fabbro, oggi, allo stesso modo, ci si può comportare per i dati conservati sotto password in supporti fisici (computer, tablet, smartphone, chiavette Usb, dischi esterni). Se nessuno dispone delle password, ci si può rivolgere a servizi specializzati che possono tentare di violare le protezioni e accedere ai dati. L’inconveniente è che questo tipo di servizi è molto costoso. Meglio affidare questi dati a una persona di fiducia.

● Alcuni siti Web promettono, in caso di morte, di recapitare le password alle persone da voi indicate. Negli Stati Uniti è capitato che alcuni di essi siano stati chiusi improvvisamente: se scegliete di usare questi servizi, quindi, prestate molta attenzione all’affidabilità nel lungo termine.

● Condividere la password con il proprio partner non sembra essere una buona idea, in genere.

● Attenzione ai conti correnti online. Affidarne la password a qualcuno non significa lasciargli la risorsa in caso di morte: un conto online non è altro che l’estensione virtuale di un conto reale. Quindi, per esempio, in una coppia non sposata e senza figli, saranno comunque fratelli e genitori a ereditare la giacenza sul conto online, se manca un testamento. Gli eredi possono quindi reclamare quanto loro spetta attraverso i canali tradizionali.

● Attenzione anche ai dati nella disponibilità del defunto, ma che appartengono a terzi, come datori di lavoro o clienti: di regola vanno loro restituiti.

● I notai italiani si occupano di eredità digitale dal 2007. In caso di dubbio, affidatevi al vostro notaio di fiducia.

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