elezioni politiche 2018 pronostici Silvio Berlusconi

Secondo i pronostici, sarà ancora Silvio Berlusconi l'ago della bilancia delle elezioni politiche 2018 © Sean Gallup/Getty Images

Elezioni politiche 2018, i pronostici dicono che vincerà l'ingovernabilità. D'altronde il quadro è frammentato, non ci sono nuovi leader in grado di raccogliere consenso nella maggioranza del Paese e gli elettori sembrano sempre più lontani dalla politica. Ecco perché Silvio Berlusconi ha preso il Pd in contropiede aprendo a un governo Gentiloni bis che sarebbe indigesto a Matteo Renzi. Ma come mai questo cambio di strategia da parte di Forza Italia, che sembrava la forza più in forma grazie al nuovo sistema elettorale introdotto dal Rosatellum bis?

Elezioni politiche 2018: i pronostici

Per elaborare dei pronostici sulle elezioni politiche 2018 non possiamo fare altro che guardare agli ultimi sondaggi, dopo il lancio di Liberi e Uguali da parte di Piero Grasso. Ecco le elaborazioni di Youtrend al 7 dicembre scorso, realizzati pesando diversi sondaggi. Come si vede il Movimento 5 stelle è il primo partito al momento, sfruttando la debolezza del Partito Democratico che perde anche in una coalizione di centrosinistra con Ap e altri partiti (ma sono solo ipotesi per ora) nei confronti di una coalizione di centrodestra.

Sondaggi sui partiti

M5 Stelle: 26,8%

Pd: 24,9%

Lega Nord: 13,6%

Forza Italia: 15,4%

Fratelli d’Italia: 5,2%

Liberi e uguali: 6%

Ap: 1,9%

Altre liste: 6,4%

Sondaggi sulle coalizioni

Centrodestra (Fi, Lega, Fdi, Altri): 35,4%

Centrosinistra (Pd, Ap, Altri): 29,8%

M5s: 26,8%

Liberi e uguali: 6%.

Altri 1,4 %

Per questo motivo Silvio Berlusconi, pur potendo presentarsi da vincitore il giorno dopo le elezioni non potrebbe governare da solo con i suoi alleati potendo contare su appena un terzo dei consensi degli italiani. Per poter governare, infatti, servono almeno il 40% dei voti e una fortunata combinazione fra seggi maggioritari e proporzionali come previsto dal Rosatellum bis. 

I collegi uninominali

A far saltare i pronostici sulle elezioni politiche 2018 potrebbero essere i disegni dei collegi uninominali. Il decreto legislativo che nedefinisce la distribuzione - in base al lavoro dell'Istat - è stato varato dal governo il 23 novembre e poi inviato alle Camere per l'approvazione. La nuova legge elettorale prevede che in ciascun collegio possa esserci una oscillazione del 20% rispetto alla popolazione media.

Nella mappa dei collegi approvata dal governo ci sono alcuni cambiamenti rispetto a quanto previsto dalla legge elettorale del 1993, il cosiddetto Mattarellum. La nuova tabella prevede un seggio in più per la Lombardia - 102 invece di 101 - e uno in meno per il Veneto: 50 anziché 51. Anche l'Emilia Romagna avrà due collegi in più (da 15 a 17); l'Umbria passa da 5 a 3; la Basilicata da 5 a 2.

Chi vincerà?

Sembra dunque che sarà impossibile, a fronte del quadro difficile e della nuova legge, fare pronostici fino alla fine sull'esito delle elezioni politiche 2018. In teoria, la coalizione dei partiti che potrebbe riunirsi attorno al Pd valeva il 46% alle ultime Europee nel 2014. Ma era davvero un'altra epoca.