Gianfranco Fini © Getty Images

Gianfranco Fini

Doppi vitalizi, “reinserimenti” da decine di migliaia – e in alcuni casi centinaia di migliaia – per politici che, dopo anni di permanenza nei consigli provinciali, regionali o in Parlamento, tornano sul mercato del lavoro. È questo, in breve, il risultato post elettorale, che ha registrato l’ingresso di nuovi volti in Camera e Senato a discapito di vecchie conoscenze; che, tuttavia, avranno di che consolarsi. Il bilancio del denaro elargito – o che verrà elargito ai politici –è ben delineato da un articolo di Sergio Rizzo sul Corriere della Sera nel quale si segnalano almeno “200 ex politici cui spetta una doppia razione”, ovvero due vitalizi.
Una lista lunga, nella quale rientrano politici di tutti gli schieramenti che potranno godere di vitalizi, recentemente aboliti ma validi per gli anni precedenti. C’è, per esempio, il consigliere del Lazio Rodolfo Gigli (Udc) e deputato di Forza Italia dal 2001 al 2006; oppure il capogruppo laziale del Pd Esterino Montino, senatore dell’Ulivo per sette anni (“forse vi dovrebbe però rinunciare nel caso in cui fosse eletto sindaco di Fiumicino”, scrive Rizzo); l’ex vicepresidente della giunga Polverini, Luciano Ciocchetti (Udc), già deputato per tre legislature; per quest’ultimo l’assegno da deputato scatterà al compimento dei 60 anni, mentre quello della Regione arriverà subito.

Tra i super assegni staccati emblematico quello che riceverà, secondo Rizzo, l’ormai ex governatore della Regione Lombardia, Roberto Formigoni: per 18 anni alla presidenza dovrebbe ricevere un’indennità di fine mandato compresa tra i 450 e i 500 mila euro lordi grazie a un “meccanismo quasi due volte e mezzo più favorevole rispetto al Tfr dei comuni mortali”. L’indennità di fine mandato viene solitamente consegnata per facilitare il reinserimento nel mondo del lavoro; Formigoni passerà dalla Regione Lombardia al Senato.
Stessa situazione si avrà anche per Camera e Senato dove le buonuscite vengono calcolate 9.362 euro per ogni anno di mandato. Di questo meccanismo beneficeranno politici come Antonio Di Pietro, Massimo D'Alema e Walter Veltroni; quest'ultimo, uno dei pochi deputati che potranno ancora percepire il vitalizio prima di aver compiuto 60 anni di età. Il ‘grande escluso’, Gianfranco Fini – per 30 anni in Parlamento e per cinque anni presidente della Camera – riceverà una cifra nell’ordine di 300 mila euro; tassata come il Tfr. Fini, inoltre, “potrà conservare per dieci anni, al pari dell'ex presidente del Senato e dei suoi predecessori (da Fausto Bertinotti a Pietro Ingrao, da Irene Pivetti a Luciano Violante, ndr ), un ufficio a Montecitorio, da due a quattro collaboratori e la possibilità di utilizzare l'auto blu in determinate circostanze”.

GLI ALTRI ESCLUSI. Tra chi, escluso dal Parlamento, potrà passare subito “alla cassa”, il Corriere segnala Sergio D'Antoni,. insieme a Giorgio La Malfa, Calogero Mannino, Franco Marini, Pietro Lunardi, Margherita Boniver, Marcello Dell'Utri, Giuseppe Ciarrapico, Cesare Cursi, Luigi Grillo, Giuseppe Pisanu, Tiziano Treu, Carlo Vizzini, Lamberto Dini, Adriana Poli Bortone, Diana De Feo e Ombretta Colli.

Articolo aggiornato l'1 marzo 2013, alle ore 10.06 con nuovi nomi