Nell’ambito di un incontro urgente con le rappresentanze sindacali svoltosi lo scorso 3 ottobre, Eldo avrebbe comunicato di trovarsi in una situazione di “irreversibile crisi economica conseguente alla chiusura totale dei finanziamenti da parte di banche e assicurazioni e dunque all’impossibilità di rifornire i negozi”. Lo si apprende da un comunicato pubblicato dal sindacato Filcams Cgil, secondo cui, a seguito della situazione venutasi a creare, l’azienda avrebbe deciso “di sospendere ulteriori sette unità produttive non escludendo che in futuro ne seguiranno altre. Entro il 12 ottobre” – si legge ancora nel comunicato – “verranno chiusi i negozi di Torino, Corsico, Macerata, Campobasso, Perugia, Potenza e Villa San Giovanni, che si aggiungono alle precedenti chiusure di Ferrara, Bologna e Brescia”. A fronte delle nuove chiusure Eldo ha richiesto di integrare l’accordo sottoscritto lo scorso 1 agosto presso il Ministero del lavoro, in modo da estendere la cassa integrazione da 180 dipendenti, inizialmente previsti, agli attuali 287.
Nell’incontro è stata anche prevista "la sospensione senza rotazione per i 152 addetti delle dieci unità produttive sospese, mentre continueranno a ruotare i lavoratori dei negozi ancora in attività per un massimo di 135 addetti”. Sempre dal comunicato di Filcams Cgil si apprende che il Ministero del lavoro ha convocato l’azienda e le rappresentanze sindacali “per espletare l’esame congiunto al fine di verificare l’accordo sindacale del 3 Ottobre 2011 nonché di verificare l’accordo di cassa in deroga degli apprendisti”. L’azienda più volte contattata dal portale E-duesse , ha preferito non rilasciare dichiarazioni.