Ancora lontane, lontanissime, dalla vetta, le università italiane migliorano sensibilmente le loro performance. Nonostante un paese, l’Italia purtroppo, che investe solo circa l’1% del suo Pil nella ricerca. È quanto rivela la decima edizione del QS World University Rankings, la classifica che ogni anno mette in fila gli atenei di tutto il mondo (800 le università analizzate quest’anno, 100 in più rispetto a dodici mesi fa). Rigidi i criteri utilizzati – come la rilevanza delle ricerche pubblicate, la reputazione accademica, il valore dei docenti, le strutture e i servizi – che quest’anno confermano il Mit, il Massachusetts Institute of Technology, migliore università del mondo. Seconda posizione ancora a stelle e strisce con Harvard che fa scivolare in terza posizione la migliore università del Vecchio Continente (era prima nel 2011 e seconda nel 2012) Cambridge. Stati Uniti e Gran Bretagna che si contendono tutta la top ten con l’Ucl di Londra, l’Imperial College of London, l’Università di Oxford, la Stanford, Yale, l’Università di Chicago e la California Institute of Technology (Caltech).

Per trovare il primo ateneo italiano bisogna scorrere la classifica quasi di 200 posizioni, 188 per la precisione,dove l’Università di Bologna (che guadagna sei posizioni rispetto al 2012) si conferma prima tra le italiane. Seconda La Sapienza di Roma (sale al 196esimo, nel 2012 era al 216). Terzo posto per il Politecnico di Milano (230esimo, lo scorso anno era 244esimo). Quarta postazione per l’Università degli Studi di Milano (posizione numero 235, nel 2102 era 256esima) e quinta l'Università di Pisa (259esimo posto, era al 314esimo nel 2012).

Quattro le new entry: Milano Bicocca, Roma Tre, l’università di Brescia e quella di Verona. Tutto sommato buona le performance delle italiane con quattordici delle 26 università tricolore in classifica che mantengono o migliorano il punteggio del 2012.

LA CLASSIFICA COMPLETA