La piccola distribuzione in Italia è in pericolo. Secondo i dati resi noti da Confesercenti, e riportati da “Il Sole 24 Ore”, nei prossimi dieci anni rischiano di scomparire ben 55 mila insegne, con una conseguente perdita di 135 mila posti di lavoro. Il comparto che soffre maggiormente è l’alimentare, ma anche per mobili ed elettrodomestici i numeri sono preoccupanti. Le stime di Confesercenti, elaborate dai dati diffusi da Unioncamere e Mise, prevedono un trend del -22% tra il 2010 e il 2020. L’andamento negativo della distribuzione tradizionale è confermato anche dai numeri diffusi da Confcommercio, che nel 2010 ha registrato, tra cancellazioni e nuove iscrizioni, un saldo negativo di 10 mila piccoli negozi, destinato a confermarsi anche nel 2011 e che va a sommarsi alle circa 40 mila chiusure registrate dal 2008 allo scorso anno. Una soluzione potrebbe essere l’associazione delle piccole insegne, come ha suggerito Mariano Bella, direttore dell’Ufficio studi di Confcommercio, sempre sulle colonne de “Il Sole 24 Ore”: “lo sviluppo e l’innovazione non si possono fermare. Per questo consigliamo agli imprenditori di consorziarsi, per fare rete, perché chi non reagisce alla crisi rinnovandosi non ce la farà”.