Un giornale brasiliano aveva celebrato così a dicembre il disgelo Usa-Cuba che culminerà il 20 luglio con la riapertura delle rispettive ambasciate © Getty Images

Un nuovo capitolo di Storia sta per essere scritto: il 20 luglio Cuba e Usa riaprono le rispettive ambasciate. A commentare la svolta storica è lo stesso presidente degli Stati Uniti Barack Obama, nel corso di una conferenza stampa svoltasi nel parco della Casa Bianca: «Non dobbiamo essere prigionieri del passato. La storia ha posto i due Paesi su posizioni molto differenti, ma gli sforzi di isolare Cuba hanno sortito l'effetto opposto, cementando lo status quo e isolando gli Stati Uniti da un nostro vicino». Questo non vuol dire però che la partita culturale sia chiusa: i due Paesi restano su posizioni diverse come conferma lo stesso Obama: «Le differenze con Cuba restano, ad esempio sulla libertà di espressione. Gli Usa continueranno a sottolineare queste differenze nei valori, ma questa estate il segretario di Stato John Kerry si recherà sull'isola per issare la bandiera a stelle e strisce sulla nostra ambasciata».

Il Presidente ha poi sottolineato le svolte future che questo momento storico introduce: «Grazie a questo cambiamento, gli Usa potranno impegnarsi più ampiamente per favorire la democrazia e il rispetto dei diritti umani a Cuba. E potremo trovare modi nuovi di collaborare con Cuba su questioni di comune interesse, come l'antiterrorismo, la risposta ai disastri naturali e sulle tematiche legate allo sviluppo». Ora il prossimo passo è la fine dell’embargo economico. Lo sa bene Obama che sollecita il Congresso a liberalizzare gli scambi Usa-Cuba: «Ci sono americani che vogliono andare a Cuba. Ci sono imprenditori americani che vogliono investire a Cuba. Americani e cubani sono pronti ad andare avanti. Credo che sia il momento che il Congresso faccia lo stesso, ascoltando il popolo cubano e americano e adottando le misure per revocare l'embargo che impedisce agli americani di viaggiare e fare affari a Cuba».