Demanio, come partecipare alle aste per l’acquisito di immobili pubblici

È partita ufficialmente la “svendita del mattone pubblico”. Nei giorni scorsi, infatti, è stato pubblicato in Gazzetta ufficiale il decreto ministeriale che definisce il piano straordinario di dismissione degli immobili pubblici previsto dalla Legge di Bilancio 2019. L’obiettivo è recuperare fondi attraverso la vendita degli innumerevoli immobili di proprietà dello Stato. Al momento, sono stati pubblicati tre bandi nazionali per la vendita di 93 immobili per un valore complessivo di 145 milioni di euro a base d’asta, fra cui conventi, caserme, ville, immobili di lusso, appartamenti in diverse città italiane, negozi, box e posti auto. La lista completa delle proprietà in vendita si trova sul sito www.invimit.it: per visite e altre informazioni sull’immobile ci si deve rivolgere al numero verde presente sul sito. Partecipare alle aste, che partiranno a settembre, è semplicissimo: basta compilare tutta la modulistica disponibile online, fare al notaio incaricato un’offerta pari o superiore al prezzo minimo indicato (vincolante per 90 giorni dal termine ultimo stabilito per la presentazione) e  depositare un assegno circolare per un importo pari al 5% del prezzo base a titolo di cauzione (che sarà restituito in caso di mandata aggiudicazione).

Gli immobili pubblici sono “sicuri”

Le aste si svolgeranno negli studi notarili presenti su tutto il territorio italiano. Si potrà partecipare anche via web tramite qualsiasi studio aderente, anche se l’asta si svolge in un’altra città. Il giorno stabilito il notaio incaricato procederà all’apertura delle buste. In caso di più offerte pari inviterà i presenti a intervenire nella successiva fase di rilanci. Chi otterrà l’immobile avrà 60 giorni di tempo per effettuare il rogito, versando il saldo del dovuto, al netto della cauzione. Non bisogna temere brutte sorprese dopo l’acquisto: gli immobili sono liberi da qualsiasi pendenza in merito al pagamento di imposte e tasse e sono liberi anche da pesi, vincoli, privilegi di qualsiasi natura, diritti di prelazione di terzi, ipoteche, oneri, trascrizioni passive, pretese, rivendicazioni, atti giudiziari e/o liti pendenti.