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La scure della recessione cala anche sui giocatori, più o meno incalliti. Stando infatti a indiscrezioni, la bozza del decreto attuativo della delega fiscale sui giochi, che verrebbe discussa venerdì 20 febbraio dal Consiglio dei ministri, innalzerebbe dal 6% all’8% la così detta “tassa sulla fortuna”, ossia il prelievo previsto per lotterie istantanee, videolotterie e giochi numerici a fronte del superamento di una data soglia di vincita. Quest’ultima non sarebbe ancora nota: la vecchia disposizione del 2012 la fissava a 500 euro.

Giro di vite anche per le slot machine che, a partire dal 2017, si potrebbero ridurre di un terzo: stando a quanto emerso, la bozza del decreto ridurrebbe il loro numero totale di circa 80 mila/ 100 mila unità confermando il divieto di utilizzo per i minori. Regole ferree anche sulla loro ubicazione: la bozza stabilirebbe che in bar, pub e locali, le slot non possano essere visibili dall’esterno, fissando il limite di una ogni 7 mq, per un massimo di 6 slot. Le gaming hall (sale gioco) invece potrebbero dotarsi delle slot ma solo se disporranno di una superficie superiore ai 50 metri quadri. In questo caso, il limite indicato sarebbe di una slot ogni 3 metri quadri. Infine, più attenzione anche in materia di comunicazione: gli spot che promuovo lotterie e giochi non potranno andare in onda nella fascia oraria compresa tra le 16 e le 19, a meno che il canale o la trasmissione in oggetto non sia sportivo o dedicato al game. La norma si aggiungerebbe alle altre già previste per legge.