L'Ams installato sulla Stazione spaziale internazionale (Iss)

Non è necessario essere dei fisici teorici o sperimentali per non rimanere affascinati dal dibattito su materia e antimateria in corso al Cern di Ginevra. Dalle analisi dei dati raccolti dal 2011 a oggi dal cacciatore di materia oscura Ams - Alpha Magnetic Spectrometer, emergerebbe infatti un’evidenza indiretta sull’esistenza della materia oscura e sulle particelle che la compongono.

«Potremmo essere alle porte di una nuova scoperta, oppure di un nuovo mistero», dichiara il direttore generale del Cern, Rool Heuer. Semplificando, ecco quanto è accaduto: l’Ams istallato all’esterno della Stazione Spaziale Internazionale per analizzare la composizione dei raggi cosmici, ha registrato un’abbondanza fuori dal comune di antiprotoni ad alta energia: la quantità rilevata sarebbe inspiegabile in quanto eccederebbe di gran lunga le previsioni basate sulla fisica conosciuta.

«Abbiamo notato anomalie sia nella misura dei positroni che degli antiprotoni», conferma Roberto Battiston, presidente dell’Agenzia spaziale italiana (Asi) nonché fondatore del Ams insieme al Nobel Samuel Ting. «Un modo per interpretarle in modo coerente è chiamare in causa nuove particelle associate alla materia oscura. I risultati possano essere spiegati da nuove sorgenti astrofisiche, oppure da nuovi meccanismi di accelerazione e propagazione».

ALTRO CHE ACCELERATORE. Stando a quanto riportato, infatti, si tratterebbe di particelle di 450 GeV (miliardi di elettronvolt), la cui massa sarebbe 1.200 volte più grande di quella di un protone. «Una particella del genere non riesce a vederla nemmeno l’acceleratore Lhc e potrebbe essere l’effetto di collisioni tra particelle di materia oscura. Quindi sarebbe una prova indiretta della sua esistenza e della sua costituzione», ipotizza Battiston.

Da sottolineare, il ruolo di rilievo dell’Italia in questa operazione: sono coinvolti sia l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn) sia l'Agenzia Spaziale Italiana (Asi) ma anche numerose aziende che hanno contribuito a realizzare l’Ams: una macchina alta 5 metri e larga 4, pesante 8,5 tonnellate, equipaggiata con 650 computer e 300 mila canali di elettronica.