Spread, stress e Spa. Tre parole per rias­sumere questo difficile periodo storico. Ma attenzione: Spa non sta per “socie­tà per azioni”, bensì per “Salus per aquam” (anche se è un falso acronimo, un modo per di­stinguere una qualsiasi struttura dalla vera Spa, ce­lebre cittadina termale belga). Esatto, perché se la crisi economica mette a dura proprio l’impresa tradizionale, re­sort e residence con centri wellness, che offrono all’ospite un’esperienza di cambiamento e di evasione, stanno conoscendo una seconda giovinezza. Così gli imprenditori (an­che se, abbiamo scoperto, si tratta spesso di imprenditri­ci) non disdegnano questo tipo d’investimento alternativo per differenziare il proprio portafoglio di attività. L’impe­rativo per intraprendere questa strada? Essere consapevo­li che è diventato fondamentale creare qualcosa che stupi­sca. E che rafforzi e faccia ricordare l’idea alla base del bu­siness originario. Prima regola del successo, ça va sans dire , legarsi al territorio, alla cultura del posto. Dal settore ali­mentare all’enologia, passando per quello delle costruzio­ni e della moda, così i capitani d’impresa creano benessere per i propri ospiti e per il proprio business.

DOPO LO SPECK, LA SAUNA FINLANDESE
Dalla migliore tradizione nella produzione del cele­bre speck altoatesino al turismo (sempre altoatesi­no): così la Senfter Holding, con una partecipazione al 50% in Grandi Salumifici Italiani, ha deciso di guarda­re al futuro e investire nel tempo libero delle persone. Oggi, per i più, un vero lusso. Per questo a giugno 2011 ha inaugurato, a San Candido (Bz), lo Zin Senfter Resi­dence, struttura a quattro stelle con 21 appartamenti in stile tirolese, ciascuno con la propria stube, divi­si in quattro case collegate da passaggi sospesi. A gestir­lo Irene Senfter, 36 anni, figlia del fondatore dell’azien­da e laureata in Economia aziendale all’università Boc­coni di Milano. Dopo aver lavorato a Dublino e New York, dove ha curato l’apertura del mercato per le espor­tazioni dei famosi affettati italiani, ha deciso di investi­re la sua esperienza in un nuovo progetto familiare. «Ab­biamo assistito allo sviluppo del turismo in Val Pusteria a partire dagli anni ‘70, oggi forza motrice per tutta l’eco­nomia del territorio. Le nostre montagne, le Dolomiti di Sesto, sono patrimonio naturale protetto dall’Unesco, per cui è un vantaggio competitivo che possiamo e dobbiamo sfruttare, offrendo strutture ricettive di alta qualità per un numero crescente di ospiti che, intrappolati in vite sempre più stressanti, desiderano passare le loro vacanze in mezzo alla natura, in un ambiente sano, genuino, che offra però servizi adeguati ».
La famiglia Senfter ha, dunque, deciso d’investire nel turismo per due motivi: per contribuire al futuro di un territorio all’origine del suo successo (Franz Senfter è anche fondatore e primo presidente delle Funivie Mont’Elmo) e per soddisfare i bisogni dell’uomo moderno, alla ricerca, durante il lussuoso tempo libero, di sensazioni ed emozioni. Al Zin Senfter Residence l’ospite può scegliere di passare una vacanza in piena libertà e intimità, oppure di usufruire di tutti i servizi di una struttura alberghiera di alto livello: colazione a base di prodotti locali in sala o in appartamento, pulizia quotidiana, servizio in appartamento delle pietanze dell’adiacente Senfter’s Cafè & Bistro, merenda pomeridiana nella Stube tirolese. Protagonisti tra i generosi servizi, la spesa a domicilio, per chi non vuole perdere tempo al supermercato, e la zona wellness, sottotetto e completamente realizzata in legno, che offre un panorama mozzafiato sul Monte Baranci. «La Spa», racconta Senfter, «dispone di bagno turco, sauna finlandese in legno cirmolo, due docce aromatizzate, vasca d’immersione all’esterno e una generosa zona relax, oltre al centro estetico con trattamenti e massaggi esclusivi e personalizzati. Il nostro obiettivo è che il Zin Senfter Residence diventi un punto di riferimento d‘eccellenza non solo per una vacanza di alto livello nelle Dolomiti di Sesto, ma anche per altri progetti nel settore alberghiero. Il sogno, invece, è che le nostre Dolomiti si posizionino tra i primi comprensori turistici per vacanze estive ed invernali di ospiti nazionali ed internazionali», conclude la manager.

LE TERME AMBASCIATRICI DEL VINO
Bonum vivere e benessere. Valorizzare il territorio e far conoscere i vini, non solo agli italiani, ma anche agli stranieri, in un posto di alto livello. Per questi motivi nasce Villa Quaranta Park Hotel nel cuore della Valpolicella Classica, a pochi chilometri dal Lago di Garda e da Verona, splendida dimora del XVII secolo con annessa chiesa di origine romanica, per anni residenza estiva dell’omonima nobile famiglia veronese. La struttura di 20 mila metri quadrati è di proprietà dei Tommasi, storica famiglia di viticoltori e produttori vinicoli. «Abbiamo preso spunto dal nostro bisnonno Giacomo, che acquistò le prime osterie a Verona, per iniziare l’attività nel settore alberghiero», spiega Michela Tommasi, che, insieme alla cugina Beatrice, gestisce la struttura. «Abbiamo speso ben 20 anni, e parecchio denaro, perché questo business diventasse gradualmente pari o quasi a quello vinicolo, perché lo trainasse e perché regalasse al territorio un servizio che non esisteva, soprattutto in termini di Spa».
Caratteristica peculiare della struttura è l’accostamento dello stile classico e raffinato delle zone storiche, come le 87 camere e il ristorante Borgo antico, dove è possibile accompagnare deliziosi piatti della cucina locale e regionale a una vasta selezione di vini della Cantina in Villa, alla modernità e versatilità degli edifici che completano la struttura, come il Centro congressi & eventi. Ma il fiore all’occhiello di Villa Quaranta Park Hotel è l’area Terme della Valpolicella, 2.500 mq di stile e benessere scoperti a 692 metri di profondità, quando iniziarono gli scavi per realizzare il centro congressi. «Oltre all’acqua termale, che ha poteri benefici, emollienti e antinfiammatori per la difesa e la cura della pelle, viene utilizzato anche il vino del territorio, Valpolicella e Amarone, per regalare all’ospite un’esperienza vinoterapica senza precedenti », racconta Tommasi. Valpolicella e Amarone danno vita anche a una collezione cosmetica e dermatologica da portare a casa, creme a base di resveratrolo, una molecola presente nelle uve rosse indigene che aiuta la pelle a limitare il processo di invecchiamento. Ma cosa manca ancora a Villa Quaranta? «Il nostro è un investimento enorme e continuativo. In tanti ci hanno chiesto di costruire campi da golf e da tennis, ma lo spazio non c’è. Piuttosto dovremmo ampliare il centro congressi, che oggi può accogliere solo 450 persone». C’è da dire che i Tommasi non stanno mai fermi: questa estate ci sarà la riapertura, dell’hotel Mazzanti nel centro di Verona, tra Piazza delle Erbe e Piazza dei Signori. Altro progetto nel segno del territorio.

Investire in una Spa, chi l'ha già fatto

IL MEDIOEVO UMBRO RISORGE GRAZIE AL CEMENTO
A Gubbio (Pg), sulle colline umbre, si trova il Park Hotel ai Cappuccini, un elegante albergo immerso nella tranquillità e nel silenzio del suo parco di alberi secolari. Sorto nel ‘600 come monastero, oggi è una suggestiva dimora dove passato e futuro si fondono armoniosamente. A risistemare le sue pietre e la sua architettura, testimonianze più alte di un Medioevo luminoso, raffinato e colto, è stata Financo, la holding delle famiglie di Pasquale, Giovanni, Franco e Carlo Colaiacovo. Con un giro di affari di oltre 680 milioni di euro, Financo è attiva nel business della produzione e della commercializzazione di cemento e calcestruzzo e tra le realtà controllate spicca il circuito automobilistico di Misano Adriatico. «All’inizio degli anni ‘90 abbiamo deciso di realizzare qualcosa di diverso per la nostra città, di riportare alla luce un luogo di grande valore storico, abbandonato a se stesso dopo il fallimento della società cui apparteneva », racconta Carmela Colaiacovo, direttore del Park Hotel.
Anche in questo caso, dunque, la scelta di differenziare l’attività nell’ambito turistico nasce da una motivazione affettiva. Forti dell’esperienza nel campo delle costruzioni, i Colaiacovo sono riusciti, in poco tempo, a trasformare i Cappuccini in una struttura lussuosa e intimistica che si sviluppa su una superficie di 20 mila mq. L’ala ovest ospita le camere, alcune ricavate dalle antiche celle del convento; il centro congressi si sviluppa intorno al vecchio chiostro, cui fanno da sfondo pregevoli opere d’arte, tra cui affreschi di Capogrossi e sculture di Arnaldo Pomodoro. «Quando rilevammo la struttura, il nostro obiettivo era quello di trasformare il luogo in una Destination Spa, dunque tutta la ristrutturazione girò intorno a questa mission», continua Colaiacovo. Ecco allora la Wellness & Spa, spazio esclusivo dove ritrovare un benessere profondo e globale, attraverso un approccio olistico e naturale. Il recente ampliamento del Parco acque, firmato dall’architetto Simone Micheli, è il frutto di una raffinata ricerca estetica, un’opera che esalta il rapporto tra uomo e acqua. Protagonisti idromassaggio, thalasso terapia e, ultima novità, la fitoterapia grazie alla collaborazione con Marc Mességué, figlio del pioniere Maurice Mességué. Scelta che ribadisce il legame con il vecchio monastero, dove venivano coltivate piante medicinali sotto la direzione dei monaci speziali.