Cuba  © GettyImages

Cuba apre al libero mercato della auto, più o meno. L’ultima riforma approvata da Raul Castro permetterà, infatti, ai cittadini cubani la compravendita delle proprie vetture superando così la legge che da più di 50 anni (per esattezza dal 1960) aveva abolito la proprietà privata sull’isola. Una misura attesa a lungo sull’isola nota nel mondo anche per le sue coloratissime e caratteristiche macchine che risalgono agli anni precedenti alla rivoluzione del 1959, le uniche a poter essere comprate e vendute sull'isola fino a oggi.
L’acquisto, però, sarà soggetto a numerose limitazioni. Innanzi tutto la liberalizzazione riguarda solo auto di seconda mano, mentre per quelle nuove bisognerà ottenere un’autorizzazione da parte del ministero dei Trasporti. Questa potrà essere concessa solo ogni cinque anni e a chi possiede un reddito da lavoro “per lo Stato o nell’interesse di questo”. Non si tratterebbe di ragioni politiche, ma pratiche: le cattive condizioni delle strade cubane non permetterebbero un aumento esagerato del parco auto nazionale.
Dalla Rivoluzione cubana a oggi le uniche automobili per le quali esisteva un libero mercato erano quelle arrivate sull’isola prima del 1959. Le auto arrivate successivamente sull’isola – soprattutto Lada importate dall’Unione sovietica – erano assegnate dallo Stato ai cittadini a seconda della loro professione e dei loro incarichi. Tuttavia queste macchine, fino ad ora, non potevano essere né vendute né donate. Il governo cubano sostiene che questi cambiamenti sono per rafforzare e aggiornare il sistema socialista nel Paese; si nega nel modo più assoluto che questo provvedimento possa costituire la strada verso il capitalismo.