Cosmesi: le aziende italiane investono il 6% del fatturato in ricerca

D’ora in avanti, vietato pensare “dopotutto è solo una crema” oppure “una maschera non può avere nulla di sensazionale”. Infatti, all’interno di quelli che a noi sembrano solamente dei semplici cosmetici sono racchiusi dei veri e propri segreti di bellezza. Lo dimostra il fatto che negli ultimi cinque anni, in Europa, le industrie della cosmesi hanno prodotto più di 5.000 brevetti l’anno: il 10% della quota totale concessa nei confini dell’Ue. Un’enormità. Insomma, dentro a tubetti, barattoli, flaconi e vasetti si nasconde un mondo scientifico sconosciuto, talmente prezioso da dover essere tutelato ufficialmente.

L’Italia investe molto nel settore cosmetici

Del resto, le aziende del settore sono molto attive nel campo della ricerca. Specialmente in Italia. Infatti, se la maggior parte delle industrie cosmetiche europee investe fino al 4,5% del fatturato annuo in ricerca, nel nostro Paese la percentuale di investimenti sale al 6%, un valore ben al di sopra della media degli altri settori manifatturieri italiani, che dirottano sulla ricerca circa il 4% dei loro ricavi. Complessivamente, in Europa esistono 33 centri di innovazione scientifica dedicati alla cosmesi e 26.000 sono i ricercatori che operano nel settore, fra chimici, fisici, microbiologi, biologi, tossicologi e medici. Nonostante ciò, i consumatori non percepiscono quanta “scientificità” ci sia nel settore cosmetico. Ecco perché l’associazione Cosmetica Italia vuole avviare un’attività di educazione per valorizzare al meglio il contenuto scientifico dei prodotti cosmetici. Il primo passo è stato la pubblicazione del nuovo testo “Nel cosmetico, dalla scienza, la bellezza”.