Il ddl contro gli sprechi alimentari e farmaceutici è legge: dopo la Camera, anche il Senato ha approvato il provvedimento, che ha ottenuto un largo favore. I “sì” sono stati 181, mentre i “no” si sono fermati a due. Sedici gli astenuti. «Questa legge è una delle più belle e concrete eredità di Expo Milano 2015», commenta in una nota il ministro dell'Agricoltura Maurizio Martina, «L’abbiamo presentata lo scorso anno nel nostro Piano SprecoZero proprio durante l'Esposizione universale ed è una traduzione in fatti dei principi della Carta di Milano. Un provvedimento che conferma l'Italia alla guida della lotta agli sprechi alimentari, che ancora oggi hanno proporzioni inaccettabili: 12 miliardi di euro solo nel nostro Paese».

COSA PREVEDE IL TESTO. Gli obiettivi del provvedimento sono due. Prima di tutto, la legge mira a incrementare l’attività di recupero e di donazione delle eccedenze alimentari. Queste dovranno essere destinate in primis al sostegno delle persone indigenti. «Con questa norma ci avviciniamo sempre di più all'obiettivo di recuperare un milione di tonnellate di cibo e donarle a chi ne ha bisogno attraverso il lavoro insostituibile degli enti caritativi», precisa Martina. L’altro obiettivo riguarda i prodotti farmaceutici che devono essere recuperati a fini di solidarietà sociali o, nel caso in cui non siano più utilizzabili, smaltiti nel rispetto dell’ambiente. «Si provvede, tra le altre cose, a rifinanziare con 2 milioni di euro per il 2016 il Fondo per la distribuzione di derrate alimentari alle persone indigenti, istituendo un altro fondo, con dotazione di 1 milione di euro per ciascuno degli anni 2016, 2017 e 2018, destinato al finanziamento di progetti innovativi finalizzati alla limitazione degli sprechi», aggiunge la senatrice Maria Teresa Bertuzzi, capogruppo Pd in commissione Agricoltura a Palazzo Madama e relatrice del provvedimento.

UNA LEGGE PENSATA CON IL TERZO SETTORE. A caratterizzare la legge è anche il fatto che sia stata concepita da Parlamento e governo insieme al Terzo settore ossia «alle associazioni e agli enti caritativi, dalla Caritas al Banco Alimentare, fino a Sant'Egidio, che da sempre sono al servizio degli ultimi, intercettando gli sprechi e ridistribuendoli giorno dopo giorno con grande costanza e con capillarità impressionante», come conferma Andrea Olivero, viceministro alle Politiche Agricole. Al momento non sarebbe prevista alcuna sanzione: «Non abbiamo seguito la logica punitiva recentemente scelta dalla Francia, che peraltro recupera e ridistribuisce molto meno di noi, prevedendo solo obblighi e sanzioni. Abbiamo scelto di agevolare chi dona, di favorire, promuovere, educare: per una volta le istituzioni si muovono per accompagnare e non per multare», spiega Olivero.

L’EMERGENZA È REALE. La legge nasce dalla necessità di risolvere un problema reale e urgente: nonostante ben quattro italiani su sette (77%) insegnino ai loro figli a non sprecare cibo, in Italia ogni anno lo spreco alimentare domestico vale oltre 13 miliardi di euro, ossia l’1% del Pil. A renderlo noto è l'osservatorio Waste Watcher. Tra i cibi più sprecati spiccano frutta e verdura (45%), seguiti dal pesce (30%) e dalla carne (20%).